B.I.N. 2006

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lunedì, 23 luglio 2007

Gruccione (Merops apiaster)

postato da: birdingitalynet alle ore 23:04 | link | commenti (2)
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Gabbiano reale che mangia un piccione in Piazza San Marco a Venezia

postato da: birdingitalynet alle ore 22:45 | link | commenti
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lunedì, 16 luglio 2007

Con Christian Lorenzati a piedi dalle sorgenti al Delta del Po
 
Il Meetup de Gli amici di Beppe Grillo di Cuneo e provincia promuove l'iniziativa " COMUNI A 5 STELLE" sponsorizzando la camminata di Christian Lorenzati che dalle sorgenti del Po arriverà sino alle foce. Al link ulteriori info circa l'iniziativa. Di seguito trovate gli aggiornamenti...e ci raccomandiamo: se vedete Christian dalle vostra parti (segue l'elenco delle tappe, cercate quelle in cui transiterà più vicina a voi) sostenetelo, parlategli dei problemi del Po nella vostra zona e soprattutto aiutatelo nel cercare riparo per la notte visto che dal suo resoconto pare che la cosa sia stata problematica a Carignano (TO). (GUARDA L'ALBUM FOTOGRAFICO)
 
Il percorso
La partenza è stata come da programma sabato 7 luglio alle 9,30 da Pian del Rè Crissolo (Cuneo). Le tappe proseguiranno secondo il percorso giornaliero stilato sulla carta dal camminatore.
Lunedì 16 luglio 2007: Casalmaggiore - Borgoforte (Mn) (48 km)
Martedì 17 luglio 2007: Borgoforte - Ostiglia (Mn) (40 km)
Mercoledì 18 luglio 2007: Ostiglia - Occhiobello (Ro) (43 km)
Giovedì 19 luglio 2007: Occhiobello - Crespino (Ro) (31 km)
Venerdì 20 luglio 2007: Crespino - Mazzorno (Ro) (30 km)
Sabato 21 luglio 2007: Mazzorno - Taglio di Po (Ro) (14 km)
Domenica 22 luglio 2007: Taglio di Po - Pila (Ro) (29 km).
Sulla foce del Po di Pila, nel comune di Porto Tolle (Rovigo) è previsto l'arrivo.

Chi è Christian Lorenzati ?

Christian Lorenzati, 33 anni, di Bagnolo Piemonte, ha all'attivo una lunga serie di imprese sportive amatoriali che coltiva con grande dedizione nel tempo libero. E' appassionato di nuoto, mountain bike, canoa, rafting, bungee jumping e paracadutismo. Negli ultimi anni ha corso numerose maratone, tra cui quella di New York. Quest'anno ha completato con successo la 100 chilometri del Passatore. E' stato artefice del giro del periplo d'Italia a piedi, lungo le coste da Ventimiglia a Trieste, per un totale di 3.300 chilometri percorsi in due mesi.

Come tenersi aggiornati sull'iniziativa
Su internet, visitando il sito
www.viapo652.it
Telefonicamente, per giornalisti e media, con l?opportunità di contattare l'ufficio stampa (348.7080381) o di parlare con Christian Lorenzati (349.5542930).
Al termine dell’iniziativa sarà realizzato un documentario filmato, grazie alle riprese che Christian effettuerà lungo il percorso. L'idea è di realizzare un reportage filmato che fissi nel tempo ambienti, volti e parlate dei luoghi e della gente del Po.

I partners

Hanno sostenuto l'organizzazione dell'iniziativa: la Gazzetta di Saluzzo, settimanale d'informazione locale, Camminare, rivista periodica, la Provincia di Cuneo, il Parco del Po Cuneese, la Comunità Montana Valli Po-Bronda-Infernotto, Coldiretti e Confcooperative, il Consorzio Pietra di Luserna, le imprese Alpe, Domus Immobiliare, Mario Bois Comunicazione, e le organizzazioni Meetup di Beppe Grillo e LVIA "Acqua è vita".
In particolare il "Meetup di Beppe Grillo", nella zona di Cuneo, è attivo nell'operazione COMUNI A 5 STELLE", che propone un censimento sulla qualità di vita nei vari comuni sul territorio, analizzando la qualità di singoli aspetti, attraverso l'esame diretto da parte dei cittadini: fra questi è appunto l'acqua.
La LVIA promuove la sua campagna "ACQUA È VITA" . Recentemente la Lvia ha navigato il Po su una Panda anfibia Terramare, realizzata da Maurizio Zanisi. Lo scopo? Fare "rumore di solidarietà" per garantire il diritto all’acqua delle popolazioni del Mali che vivono lungo il fiume Niger. Per ulteriori informazioni sulle iniziative di solidarietà di Lvia è possibile consultare il sito
www.lvia.it
 
1° TAPPA PIAN DEL RE - SALUZZO
Sabato 7 luglio 2007 -
Partito sabato 7 luglio alle 9,30 da Pian del Re, supportato dagli organizzatori dell'iniziativa (il settimanale Gazzetta di Saluzzo, la rivista Camminare, il Parco del Po Cuneese e la Comunità Montana Valli Po Bronda Infernotto), dopo una splendida giornata di sole, ha raggiunto verso le 17,30 il centro di Saluzzo, dove è stato accolto anche da Coldiretti, Confcooperative, partners nell'organizzazione, e Legambiente.

AGGIORNAMENTO 2° TAPPA SALUZZO - CARIGNANO
Domenica 8 luglio 2007
 
Tappa più impegnativa, che l'ha visto partire all'alba e spostarsi, sempre lungo il corso del Po, da Saluzzo a Carignano: tratto faticoso l'ultima parte dell'itinerario da Pancalieri a Carignano, sotto il sole, con clima particolarmente afoso. Christian è in perfetta forma: «Sabato ho riportato una piccola storta, scendendo da Pian del Re, ma nulla di grave. Era dovuta allo sbilanciamento dello zaino. Ho faticato un pò a trovare ospitalità a Carignano, dove, alla fine, sono stato molto gentilmente accolto per cena e alloggio dalla comunità Giovani Insieme. Ho visto oggi scene molto interessanti relative alla fauna del grande fiume, tutto documentato sul mio diario e con le mie riprese».

AGGIORNAMENTO 3° TAPPA CARIGNANO-CHIVASSO
Lunedì 9 luglio 2007 - Partenza: ore 5 - arrivo: ore 16

"Prima d'oggi avevo sempre soltanto visto il Po dai Murazzi, e non ne avevo un'ottima impressione. Oggi ho avuto occasione di apprezzare il Po da Carignano a Chivasso, e devo dire, che, se si fa eccezione per i soliti rifiuti sparsi, il suo stato di salute è buono, ed il paesaggio è veramente molto bello». Così commenta la terza tappa Christian, che, stamattina, è partito all'alba da Carignano, imboccando per lo più percorsi ciclabili poco lontani dal corso del fiume. Ha imboccato il territorio del Parco del Po Torinese, dove ha incrociato due "compagne" di viaggio, due tartarughe, che a bordo di un pezzo di legno stavano cercando di attraversare il fiume. «Per colazione focaccia e pizza, perché essendo partito presto avevo un vuoto nello stomaco»... cibi così appetitosi che Christian arriva a Chivasso dimenticandosi addirittura di pranzare! Lungo il percorso incontra a San Mauro due signori che gli chiedono: «Come mai sono scomparsi i gabbiani dal Po? Un tempo ce n'erano moltissimi!» e auspicano la realizzazione di una lunga pista ciclabile che colleghi le sorgenti alla foce del grande fiume... 652 chilometri da collegare sono tanti, ma mai disperare! Ora Christian è a Chivasso, si riposa al Ritz per poi ripartire domattina alla volta di Casale Monferrato".
 
AGGIORNAMENTO 4° TAPPA CHIVASSO-CASALE MONFERRATO
Martedì 10 luglio 2007 - Partenza: ore 5 - arrivo: ore 17,15

Dopo una buona nottata di riposo al Ritz di Chivasso, è nuovamente ora di partire. «Chivasso è una bella città - dice Christian - ed è molto attenta alla raccolta differenziata dei rifiuti, con cassonetti che si trovano ovunque». Stamattina ad attendere il nostro camminatore (nonché prezioso osservatore) c'è un lungo percorso su strada, dove l'asfalto e il traffico allontanano un po' geograficamente e mentalmente l'immagine del Po. Per fortuna il tempo è bello e le zanzare - a detta di Christian - sono clementi. Ma, dopo i lunghi chilometri grigi e interminabili, ecco una telefonata propizia. E' Giovanni del "meetup" di Beppe Grillo di Casale, che abita a Pontestura, e che offre a Christian due graditi omaggi: preziosi consigli per imboccare una deliziosa strada sterrata ciclabile e, arrivato a Pontestura, pranzo alla piemontese con pasta e bollito. Ma le sorprese da parte degli amici di Beppe Grillo di Casale non sono ancora finite. Infatti, poco dopo le 17, lo attendono a Casale, prenotano per Christian in un hotel a prezzi stracciatissimi, e festeggiano l'arrivo del camminatore cenando con lui.
 
AGGIORNAMENTO 5° TAPPA CASALE MONFERRATO-CORNALE
Mercoledì 11 luglio 2007 - Partenza: ore 7 - arrivo: ore 17,30

Parte "tardi" stamattina Christian, perché attende l'arrivo di Claudio Bruno, l'operatore video, che inoltre porta a Christian un po' di rifornimenti: magliette nuove e pantaloncini. Telecamera attiva alla partenza dal centro di Casale, e poi in più punti interessanti. «Abbiamo filmato la zona delle risaie, il Po in più punti, e ci siamo diretti anche sul ponte di Valenza, un "extra" dove non sarei passato direttamente, ma che abbiamo voluto documentare» dice Christian. Una sostanziosa mangiata in trattoria lungo il Po con spaghetti all'amatriciana e gamberetti. Giunto a Cornale, solita routine a caccia dell'hotel, ed anche questa volta Christian ha la fortuna di incontrare persone gentili e collaborative. Questa volta è Giovanni Freddi ad aiutarlo. Giovanni abita a Sannazzaro de' Burgundi, ma ha la suocera che vive a pochi passi dall'arrivo di Christian. Per cui porta il camminatore con sé per fargli fare un paio di telefonate, e, alla fine, lo accompagna direttamente sul posto, in hotel a Casei Gerola. Una bella doccia, ci voleva! Una pizza in paese e via, a dormire.
 
AGGIORNAMENTO 6° TAPPA CORNALE-SPESSA
Giovedì 12 luglio - Partenza: ore 5 - arrivo: ore 18,15


Lunga tappa nel pavese per Christian, che segnala un forte bruciore al collo dovuta all'ustione del sole preso il giorno prima. Tratto di percorso interessante per parecchi motivi: la stretta vicinanza col Po in molti punti, che ha consentito a Christian di effettuare interessanti riprese sull'argine, e le caratteristiche "case sulle ruote" di Mezzanino, un obiettivo che il camminatore si era prefissato di raggiungere fin dalla partenza. «E così le ho trovate!», in una giornata che, invece, sembrava non favorire molto l'orientamento nelle strade secondarie. Christian ha perso la via giusta e si è ritrovato in un campo di mais, appena irrigato, con i piedi nel fango. Questo gli è costato fatica e qualche chilometro in più, ma poi il piemontese ha ritrovato la retta via. Giunto a Rea, ha tentato di rifornirsi d'acqua, ma ha tristemente scoperto che in quella località l'ultima trattoria ha chiuso tempo fa e non ci sono fontane a disposizione. Si resta a bocca asciutta e si continua. Non disseta ma incoraggia, a Portalbera, la telefonata di "Sciambola", il programma di Radio Deejay, che intervista Christian in diretta, con le voci di Albertino, Roberto Ferrari e Dj Angelo. Ma le peripezie della giornata non sono ancora finite. Giunto a Spessa, un uomo gli indica l'hotel - che secondo la redazione della Gazzetta era situato in via Pavia - dicendogli che si trova a 500 metri, ma in realtà la direzione è sbagliata, e Christian deve fare marcia indietro. Sulla via, stavolta quella giusta, una signora gli indica che mancano 300 metri... in realtà sono tre chilometri! Che, con le interruzioni di rotta, portano ben oltre cinquanta i chilometri della giornata.
 
ECCO IL RESOCONTO DEL SOGGIORNO DI CHRISTIAN A PIACENZA (7° TAPPA)
Venerdì 13 luglio 2007

Incontro con Cristian a Piacenza presso associazione M.A.P ass.Motonautica Piacenza.
In riva al Po abbiamo incontrato il Sig.Onesti Direttore Confcooperative Piacenza.
che ci ha informato che a Ottobre ci sarà proprio quì a Piacenza una Manifestazione Nazionale che tratterà temi riguardo al recupero balneare del Po,alla sua valorizzazzione e alla possibilità di avere il mare quì a casa nostra, alla navigazione interna.
Prossimamente aggiungerò particolari riguardo l'evento di ottobre. Facendo conoscere che seppure in sordina molte persone si interessano dell'arte di vivere e ai problemi riguardo l'inquinamento dei fiumi. Lasciato il sig.Onesti e le gentilissime persone del circolo Motonautica abbiamo rilasciato intervista  a Teleducato con videoripresa e a Teleliberta con Intervista. Piu tardi dopo una doccia ristoratrice, in seguito a una camminata di 50 Km ci voleva "dice Christian. Ci siamo poi scambiato esperienze di vita vissuta davanti a un bella cena con un corposo Cabernet Sauvignon. Una nottata di riposo e alle 5,20 ripartenza dal ponte dell'alta velocità sul lato nord del fiume. Questo per il momento è tutto.
PS. Idea da far girare: Se qualcuno è in ascolto, dato che in vari tratti non è possibile percorrere la camminata vicino al Fiume, sarebbe veramente gentile che qualcuno potesse far percorre a Christian un tratto di fiume in Barca,per dar sollievo alle gambe e conoscere alcune parti diversamente visibili, questo a vantaggio di tutti quelli che poi potranno godere del video che sarà realizzato, sia da riprese da lui che da un'operatore professionista
che a tappe lo raggiunge quà e là.
[Genio]
 
Fonte: Meetup de Gli amici di Beppe Grillo di Cuneo e provincia e Meetup de Gli amici di Beppe Grillo di Ferrara
giovedì, 12 luglio 2007

Marco Travaglio e Oliviero Beha a Ravenna su "Intercettazioni e Informazione"

Riportiamo questo interessante articolo da Pandemia 1918

Ieri 11 Luglio a Punta Marina, località balneare vicino Ravenna, gli "Amici di Beppe Grillo" di Ravenna hanno presentano "Legge sulle intercettazioni e libertà di informazione", con Marco Travaglio, Oliviero Beha e Angelo Giordano. Siccome non ne abbiamo trovato traccia sui giornali di oggi, ve ne parliamo noi.                                 Travaglio ha esordito ricordando che il 17 aprile 2007 il Parlamento aveva votato una legge all'unanimità, peggio dell'Indulto. Con i voti della destra, del centro e della sinistra (447 sì e 7 astenuti) la Camera ha dato il via libera alla legge Mastella che di fatto cancella la cronaca giudiziaria. Nessuno si lasci ingannare dall'uso furbetto delle parole: non è una legge "in difesa della privacy" (che esiste da 15 anni) nè contro "la gogna delle intercettazioni". Questa è una legge che, se passerà pure al Senato, impedirà ai giornalisti di raccontare - e ai cittadini di conoscere - le indagini della magistratura e in certi casi persino i processi di primo e secondo grado. Non è una legge contro i giornalisti. È una legge contro i cittadini ansiosi di essere informati sugli scandali del potere, ma anche sul vicino di casa sospettato di pedofilia. Vediamo perché. Oggi gli atti d'indagine sono coperti dal segreto investigativo finché diventano "conoscibili dall'indagato". Da allora non sono più segreti e se ne può parlare. Per chi li pubblica integralmente, c'è un blando divieto di pubblicazione, la cui violazione è sanzionata con una multa da 51 a 258 euro, talmente lieve da essere sopportabile quando le carte investono il diritto-dovere di cronaca. Dunque i verbali d'interrogatorio, le ordinanze di custodia, i verbali di perquisizione e sequestro, che per definizione vengono consegnati all'indagato e al difensore, non sono segreti e si possono raccontare e, di fatto, citare testualmente (alla peggio si paga la mini-multa). È per questo che, ai tempi di Mani Pulite, gli italiani han potuto sapere in tempo reale i nomi dei politici e degli imprenditori indagati, e di cosa erano accusati. È per questo che, di recente, abbiamo potuto conoscere subito molti particolari di Bancopoli, Furbettopoli, Calciopoli, Vallettopoli, dei crac Cirio e Parmalat, degli spionaggi di Telecom e Sismi. Fosse stata già in vigore la legge Mastella, Fazio sarebbe ancora al suo posto, Moggi seguiterebbe a truccare i campionati, Fiorani a derubare i correntisti Bpl, Gnutti e Consorte ad accumulare fortune in barba alle regole, Pollari e Pompa a spiare a destra e manca. Per la semplice ragione che, al momento, costoro non sono stati arrestati né processati: dunque non sapremmo ancora nulla delle accuse a loro carico. Lo stesso vale per i sospetti serial killer e pedofili, che potrebbero agire indisturbati senza che i vicini di casa sappiano di cosa sono sospettati. La nuova legge,infatti,da un lato aggrava a dismisura le sanzioni per chi infrange il divieto di pubblicazione: arresto fino a 30 giorni o, in alternativa, ammenda da 10 mila a 100 mila euro (cifre che nessun cronista è disposto a pagare pur di dare una notizia). Dall'altro allarga à gogò il novero degli atti non più pubblicabili. Anzitutto "è vietata la pubblicazione, anche parziale o per riassunto, degli atti di indagine contenuti nel fascicolo del pm o delle investigazioni difensive, anche se non più coperti da segreto, fino alla conclusione delle indagini preliminari ovvero fino al termine dell'udienza preliminare". La notizia è vera e non é segreta, ma è vietato pubblicarla: i giornalisti la sapranno, ma non potranno più raccontarla. A meno che non vogliano rovinarsi, sborsando decine di migliaia di euro. È pure vietato pubblicare, anche solo nel contenuto, "la documentazione e gli atti relativi a conversazioni, anche telefoniche, o a comunicazioni informatiche o telematiche ovvero ai dati sul traffico telefonico e telematico, anche se non più coperti da segreto". Le intercettazioni che hanno il pregio di fotografare in diretta un comportamento illecito, o comunque immorale, o deontologicamente grave sono sempre top secret. Bontà loro, gli unanimi legislatori consentiranno ancora ai giornalisti di raccontare che Tizio è stato arrestato (anche per evitare strani fenomeni di desaparecidos, come nel vecchio Sudamerica o nella Russia e nell'Iraq di oggi). Si potranno ancora riferire, ma solo nel contenuto e non nel testo, le misure cautelari, eccetto "le parti che riproducono il contenuto di intercettazioni". Troppo chiare per farle sapere alla gente. E i dibattimenti? Almeno quelli sono pubblici, ma fino a un certo punto: "non possono essere pubblicati gli atti del fascicolo del pm, se non dopo la pronuncia della sentenza d'appello". Le accuse raccolte (esempio, nei processi Tanzi, Wanna Marchi, Cuffaro, Cogne, Berlusconi etc.) si potranno conoscere dopo una decina d'anni da quando sono state raccolte: alla fine dell'appello. Non è meraviglioso? L'ultima parte della legge è una minaccia ai magistrati che indagano e intercettano "troppo", come se l'obbligatorietà dell' azione penale fosse compatibile con criteri quantitativi o di convenienza economica: le spese delle Procure per intercettazioni (che peraltro vengono poi pagate dagli imputati condannati, ma questo nessuno lo ricorda mai) saranno vagliate dalla Corte dei Conti per eventuali responsabilità contabili. Così, per non rischiare di risponderne di tasca propria, nessun pm si spingerà troppo in là, soprattutto per gli indagati eccellenti. Ma il problema sono le multe. Molto meglio una o più condanne (perlopiù virtuali) a qualche mese di galera, che una multa che nessun giornalista sarà mai disposto a pagare. Se esistessero editori seri, sarebbero in prima fila contro la legge Mastella. A costo di lanciare un referendum abrogativo. Invece se ne infischiano: meno notizie "scomode" portano i cronisti, meno grane e cause giudiziarie avrà l'azienda. Mastella, comprensibilmente, aveva esultato: «Un grande ed esaltante momento della nostra attività parlamentare». Pecorella pure: «Una buona riforma, varata col contributo fondamentale dell'opposizione». Dopo il voto vi furono vivi applausi da tutto l'emiciclo, che era riuscito finalmente là dove persino Berlusconi aveva fallito: imbavagliare i cronisti. Ma a stupire non è la cosiddetta Casa delle Libertà, che facendo onore alla sua ragione sociale ha tentato fino all'ultimo di aumentare le pene detentive e le multe (fino al 500 mila euro!) per i giornalisti. È l'Unione, che nell'elefantico programma elettorale aveva promesso di allargare la libertà di stampa. Invece l'ha allegramente limitata con la gentile collaborazione del centrodestra. Ma chi sostiene che nell'ultimo anno non è cambiato nulla, ha torto marcio. Quando le leggi-vergogna le faceva Berlusconi, l'opposizione strillava e votava contro. Ora che le fa l'Unione, l' opposizione non strilla, anzi le vota. Approfondimenti sul sito Marco Travaglio.it 

Ha proseguito quindi il dottor. Angelo Giordano, titolare di una agenzia investigativa di Ravenna, spiegando la prospettata riduzione di conti di ascolto in Italia da 166 (praticamente ogni procura ne ha uno) a 26, uno ogni capoluogo di regione. Questa soluzione, lungi dal comportare un risparmio da parte dello Stato, costituirà invece una limitazione delle capacità di manovra in tempi brevi per gli investigatori.

Quindi Oliviero Beha ha evidenziato il grande inciucio tra maggioranza ed opposizione per imbavagliare la libertà di stampa. La "casta" di destra e di sinistra che ha avuto un ruolo trasversale nelle scalate estive del 2005 Furbetti del Quartierino" vorrebbe approvare l'ennesima legge vergogna per assolvere gli autori di gravissime malefatte a danno dei risparmiatori e mettere in galera i giornalisti che pubblicano le notizie. Beha ha denunciato il collateralismo trasversale che si sta realizzando intorno alla questione delle intercettazioni da parte di maggioranza e opposizioni. Ha poi approfondito ricordando il suo ultimo libro, Italiopoli, (che riporta una prefazione di Beppe Grillo), che dal primo di giugno è viventato anche un blog, all'interno del quale l'autore, aspetta commenti, valutazioni, sottolineature in merito alla sua ultima fatica editoriale. "C'è bisogno di una nuova riserva indiana, un posto segreto dove incontrarsi, carbonari del nuovo millennio che vogliono trasformare il disgusto in energia positiva e propositiva. Questo libro duro e spiazzante è un manuale di sopravvivenza. E' un breviario per chi crede ancora nella possibilità di reagire e invertire la marcia della nostra italica degenerazione. Degenerazione della politica, con una classe dirigente senza qualità e senza coraggio intellettuale. Uomini e donne da "Bagaglino", la trasmissione televisiva in cui i comici non devono più fare lo sforzo di drammatizzare comicamente la realtà: i fatti e la cronaca bastano da soli a far ridere una platea grassa e benestante. Un'etica ormai sbrindellata e fatta a pezzi da decenni di malaffare e di corruzione. Una complementarità sempre più stucchevole tra destra e sinistra. E ancora: il degrado della tv, l'economia da far west (chi arriva prima prende tutto), l'informazione a comando, l'inquinamento reale e metaforico. Un grido di rabbia fuori dal Palazzo del potere. Contro ogni convenienza. Contro ogni opportunismo. Contro i furbi e i famosi da reality. Contro un Paese che ha azzerato la memoria del passato e la questione del futuro. Un Paese che naviga a vista, verso la deriva."Un paese che affonda sotto i colpi di una classe dirigente sempre più prodiga di cattivi esempi, in un deserto di valori.
Un ceto politico affannosamente complementare nella finzione tra destra e sinistra.
Un potere barricato in un Residence privo di cultura, che sostituisce la realtà con la sua rappresentazione televisiva. L'Italia mafiosa di oggi, ben oltre la mafia tradizionale negli interessi e nei comportamenti. Un viaggio della mente e del cuore per denunciare una società in pezzi, e cogliere i segnali di "nuove resistenze" nella stagione peggiore degli ultimi cinquant'anni, dove la società che prima inseguiva Berlusconi ed il berlusconismo oggi guarda a Montezemolo e Briatore.
Beha, riferendosi alla iniziativa proposta da Beppe Grillo per il prossimo 8 settembre  ha detto che l'idea del V-Day o Vaffanculo Day è buona, ottima addirittura. "Sul piano emozionale. Ma il giorno dopo? Che faremo il 9 settembre? E il 10? E l'11 ? Ci saremo sfogati e l'adrenalina tornerà a casa con noi. Non sarebbe allora il caso di sfogarci di meno e di costruire qualcosa di più? Dico noi non compromessi, pieni magari di difetti, limiti, contraddizioni, ma senza scheletri nell'armadio o addirittura senza armadio (qualcuno ce l'ha, via, ma per suo merito senza bisogno di fornicare con le banche o le multinazionali...).
Meglio, molto meglio dell'8 settembre un 25 aprile articolato il meno peggio possibile".Centinaia di Liste Civiche allestiranno postazioni in tutta Italia per sostenere il "Manifesto per la riforma della politica" e la Lista Civica Nazionale. Sarà una giornata di "festa civica" e nelle piazze di almeno 200 città si potrà firmare e aderire alla manifestazione del 6 ottobre in Piazza Farnese a Roma.

Le liste civiche e i girotondi puntano a entrare nel gioco politico nazionale, per dare voce ai  delusi del centrosinistra e rilanciare la questione morale. Per ora l'appuntamento e' per il 6 ottobre, giorno in cui si
svolgera' una manifestazione a Piazza Farnese a Roma per lanciare il ''manifesto per la riforma della politica'', gia' sottoscritto da supporter eccellenti come Beppe Grillo, Dario Fo, Franca Rame, Antonio Tabucchi e Marco Travaglio. Ma l'obiettivo, come ha spiegato oggi il coordinatore delle liste civiche Roberto Alagna in una conferenza stampa, e' di dar vita a ''una lista civica nazionale fuori dal sistema dei partiti''. Approfondimenti su:
Repubblicadeicittadini.com e sul Behablog, il blog civico Oliviero Beha.  

postato da: birdingitalynet alle ore 17:15 | link | commenti
categorie: notizie, intercettazioni, informazione, grillo, travaglio, beha
venerdì, 15 dicembre 2006

Attivisti di Greenpeace penetrano nella Centrale di Porto Tolle (Ro)

 

 

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martedì, 05 dicembre 2006

16-17 Dicembre: Strolaga Day 2006 & Gazza Marina Day 2006

 

Si svolgeranno nel week-end del 16-17 dicembre 2006 due iniziative di Birdwatching: lo Strolaga Day ed il Gazza Marina Day. La prima è di respiro nazionale e vedrà la presenza sulle coste dei mari e dei laghi italiani di birdwatchers che cercheranno di contare il maggior numero di Strolaghe, uccelli acquatici che scendono in Italia da nord durante i mesi freddi, e di Gazze marine, anch’esse uccelli costieri tipici dei mari freddi, e regolari in Italia soprattutto in Liguria. Per il terzo anno consecutivo la LIPU di Parma in collaborazione con la mailing list BW-Italia organizza lo Strolaga Day, che consiste nel conteggio delle Strolaghe svernanti nei laghi, fiumi e mari italiani.  Inoltre,  la Rete Osservatori Liguri (ROL), visto il successo riscontrato nell'edizione del 2005 con ben 8 Gazze marine osservate insieme a Orchi marini, Svassi collorosso, Volpoche, Strolaghe e molto altro,  ha organizzato, sempre per domenica 17 dicembre 2006, la 2° edizione del Gazza Marina Day con ben 8  punti di osservazione dislocati su tutta la costa della Liguria. Pur con l'incognita del clima, ancora autunnale, la ROL ha deciso comunque di organizzare la giornata per permettere a tutti gli appassionati di birdwatching (e non) di trascorrere qualche ora in compagnia, con la speranza di fare piacevoli osservazioni. Inoltre la ROL effettuerà in contemporanea il censimento delle Strolaghe presenti nel Mar Ligure nell’ambito dello Strolaga Day.

Invitando tutti a partecipare, qui di seguito trovate l'elenco dei siti dove saranno presenti i coordinatori ROL col rispettivo recapito telefonico per pendere contatti nel caso si intendesse  partecipare ai censimenti.

 

DOMENICA 17 Dicembre 2006

 

1) Litorale di Imperia: ritrovo a Bordighera (IM) presso Capo Ampelio ore 8:30                 Coordinatore: Rudy Valfiorito (348-2822329)

 

2) Foce del fiume Centa (Alberga, Savona): ritrovo nei giardini presso la foce del Centa ad Alberga (SV) ore 8:30

Coordinatore: Alessio Chiusi (333-2820556)

 

3) Borgio Verezzi (Savona): parcheggio auto fronte cimitero di Borgio Verezi (SV) sull'Aurelia ore: 8:30

Coordinatore: Rino Bontà (339-6076110).

 

4) Varazze (Savona): ritrovo davanti al casello autostradale di Varazze (SV) ore 8:00 

Coordinatore: Luca Baghino (329-2115436)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

5) Arenzano (Genova): ritrovo all'ingresso del porticciolo sul Lungomare Stati Uniti ad Arenano (GE),  ore 8:30

Coordinatrice: Carla Rapetti (349-8131128)

 

 

 

 

 

 

 

6) Canale di calma di Prà (Genova): ritrovo davanti alla Stazione Ferroviaria di Genova-Prà ore 8:30

Coordinatore: Nicola Leugio (347-2201821)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

7) Foce del fiume Entella (Chiavari, Genova): ritrovo direttamente presso la foce dell’Entella a Chiavari (GE): ore 8:30

Coordinatore Tiberio Bertolone (328-9418808)

 

 

 

 

8) Foce del torrente Magra (La Spezia): ritrovo al porticciolo di Bocca di Magra (SP) ore 9:00

Coordinatore: Paolo Canepa (328-6922829).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Infine, il rilevamento dei dati delle Strolaghe a livello nazionale viene garantito da ben 19 sezioni della Lipu sparse nelle varie regioni:

Liguria: Imperia, Savona, Genova e La Spezia

Piemonte: Torino

Lombardia: Como e Varese

Trentino-Alto Adige: Trento

Friuli-Venezia Giulia: Trieste

Veneto: Venezia

Emilia-Romagna: Parma

Toscana: Pisa

Lazio: Roma, Civitavecchia e Latina

Campania: Caserta

Marche: Ancona, San Benedetto del Tronto e Ascoli Piceno.

Ogni ulteriore adesione sarà bene accetta.

 

Chi volesse partecipare alla conta delle Strolaghe potrà prendere contatto con una delle sezioni Lipu elencate, i cui recapiti compaiono cliccando sopra il link di riferimento, oppure si possono chiedere presso gli uffici della Lipu.

 

mercoledì, 27 settembre 2006

Caccia: Verdi, Rifondazione e forse Rosa Nel Pugno non voteranno il Decreto

Nella nuova stesura del Decreto, dopo gli emendamenti, le misure dettate dallo Stato non sono più di "conservazione" (come prescrive la Direttiva CEE), ma di "protezione";, e non sono più inderogabili e fisse, perché valgono solo "fino all'adozione dei provvedimenti regionali... o all'adeguamento di quelli già adottati", mentre sono state fatte diventare "eventuali" le ulteriori misure di conservazione da dettare con apposito decreto ministeriale come requisiti minimi uniformi che le Regioni dovranno rispettare: è stato soppresso il divieto di caccia prima della 1° domenica di ottobre, estendendo così l'attività venatoria nelle ZPS di ben due settimane, ed è stata altresì concessa la caccia di selezione agli ungulati anche nella preapertura dell'attività venatoria.

La popolazione della fauna selvatica dovrà per di più essere mantenuta o adeguata dallo Stato tenendo conto anche delle esigenze "ricreative" della caccia, per garantire le quali il parere dell'Istituto Nazionale della Fauna Selvatica rimane "previo" ed "obbligatorio", ma non più
vincolante riguardo alle piccole quantità dei prelievi in deroga.

Sono state approvate misure meno stringenti per elettrodotti, impianti di risalita e centrali eoliche: è stata infine inserita una apposita "clausola di salvaguardia" che fa salve le competenze riconosciute alle Regioni a statuto speciale e alle Province Autonome di Trento e di Bolzano.

Nella giornata di giovedì 21 settembre 2006 la Commissione Agricoltura ha approvato un ulteriore emendamento per recepire il parere consultivo espresso e comunicato nel frattempo dalla Commissione per l'Unione Europea.

"Gli emendamenti approvati dalla Commissione Agricoltura - dichiara Rodolfo Bosi, responsabile VAS per parchi e territorio "sono l'espressione tangibile di come questa maggioranza di centro-sinistra, con l'appoggio dell'intero gruppo dei Verdi, preferisca sacrificare la tutela di un patrimonio indisponibile dello Stato (quale è quello della fauna selvatica) ad interessi di parte di tipo sia "politico" (della maggioranza delle Regioni, in quanto di centro-sinistra) che "ricreativo" (delle associazioni venatorie appoggiate in modo trasversale anche da parlamentari della stessa maggioranza). Gli emendamenti negano il diritto-potere dello Stato di dettare in modo inderogabile standard minimi ed uniformi di tutela, sancito più volte dalla Corte Costituzionale, ed hanno così portato a svuotare il decreto-legge più di quanto già non lo fosse. Secondo l'On. Bruno Mellano (Rosa nel Pugno) il testo licenziato dalla Commissione non è più idoneo a superare le procedure di infrazione. Al punto in cui stanno precipitando le cose, la Camera dei Deputati finirà di stravolgerlo ancor di più e grazie a questa maggioranza di Governo l'Italia verrà sicuramente di nuovo condannata dalla Comunità Economica Europea".

Dopo questa presa di posizione di Vas, ecco la reazione dei Verdi. ''Il decreto sulla caccia non e' assolutamente sostenibile dai Verdi. La lobby degli armieri ha condizionato una parte del Parlamento ed e' totalmente inaccettabile che si possa essere succubi di questi condizionamenti''. Lo ha detto oggi a Radio Radicale il capogruppo alla Camera, Angelo Bonelli, in merito al provvedimento all'esame di Montecitorio. ''Noi Verdi - ha aggiunto - non siamo dunque disponibili a votare un testo stravolto ed e' chiaro che non si puo' procedere al voto. Noi ci opporremo in tutti modi''. A ruota seguono Rifondazione e forse anche Rosa Nel Pugno. 'E' un fatto politico non risolvibile che Rifondazione, Verdi e forse anche Rosa Nel Pugno si stanno orientando a non votare il decreto sulla fauna selvatica cosi' come licenziato dalla Commissione Agricoltura'. Lo afferma il relatore al decreto e deputato di Rifondazione Comunista Gino Sperandio che auspica 'una soluzione dal Governo'. L'empasse in cui il decreto De Castro-Pecoraro si e' trovato nel corso dell'iter di conversione in legge ha fatto emergere 'problemi non solo della coalizione ma il difficile rapporto fra Ministero Agricoltura, Regioni e Ministero Ambiente. Ed e' anche un regalo velenoso che abbiamo ereditato da chi ha concepito cosi' com'e' il capitolo V della costituzione che ha innalzato il conflitto fra Stato e Regioni senza risolverlo'

 

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domenica, 17 settembre 2006

Manifestazione contro la caccia a Porto Levante, nel Delta del Po, 17 settembre 2006
Manifestazione a Porto Levante (Rovigo) contro l'apertura della stagione venatoria. L'iniziativa, dal titolo 'Liberi di viveri e di volare' e' stata organizzata in sinergia dalla Lav (Lega antivivisezione), dalla Lac (Lega per l'abolizione della caccia) e dal Cpv, il coordinamento protezionista veneto. La manifestazione si è svolta tra le aree di del parco regionale veneto del Delta del Po. Obiettivo delle associazioni era di ricordare l'inizio di un'attivita' e di uno sport che e' osteggiato dall'80 per cento della popolazione italiana e che solo nel nostro paese causa la morte di 250 milioni di animali selvatici. Con questa manifestazione inoltre le associazioni intendono chiedere che il parco del Delta del Po, "area simbolo della selvaggia situazione venatoria presente in Italia", diventi parco nazionale, e conseguentemente vi venga applicato il totale divieto di caccia. "In questa zona - denuncia la Lac - gli uccelli migratori vengono abbattuti a decine di migliaia da cacciatori e bracconieri che utilizzano richiami elettromagnetici vietati e capanni immersi nell'acqua raggiungibili solo con barche. Un ecosistema cosi' fragile e unico per la presenza di animali appartenenti a specie protette - si legge nella denuncia delle associazioni che aderiscono alla manifestazione - e' messo inoltre a dura prova dal piombo che ristagna nelle zone allagate, altra conseguenza delle doppiette". La manifestazione di oggi segue una iniziativa organizzata dalla Lac in agosto con una mostra fotografica itinerante allo scopo di informare i cittadini sui danni ambientali e sociali causati dall'attivita' venatoria. Da notare che prima dell'inizio della manifestazione le Guardie Provinciali avevano già elevato 11 verbali a carico di cacciatori all'opera nei dintorni di Porto Levante. Potete vedere uno slide show della manifestazione qui.
giovedì, 07 settembre 2006

Romania: ancora forte impatto dei cacciatori italiani nei Balcani

Sale la temperatura della caccia in Romania: cacciatori stranieri, Italiani e Tedeschi in primo luogo, stanno sterminando la fauna locale mediante l'utilizzo di armi automatiche e richiami acustici ed hanno di fatto trasformato il paese balcanico in una mortale trappola per i migratori. Nonostante che di fatto sia illegale importare in Italia selvaggina da quel paese, lo stato romeno incassa enormi quantità di valuta, milioni di Euro, svendendo la propria fauna selvatica a cacciatori che possono spendere. Questo vergognoso mercimonio sta intaccando le popolazioni europee di Combattente (Philomachus pugnax), Beccaccino (Gallinago gallinago) e Allodola (Alauda arvensis). E' oltremodo essenziale che la Romania si ricordi dei suoi impegni circa la protezione degli uccelli prevista dalle norme europee, e che si renda adempiente prima del suo ingresso nell'Unione Europea previsto per il 2007. Chiunque si può unire alla protesta mandando una mail dell'associazione Proact al Presidente della Romania Traian Basescu cliccando questo link:

http://www.proact-campaigns.net/localcampaigns/migrants_romania.html

Stimate domnule Basescu,

În ciuda obligatiei României de a îndeplini în întregime directivele Uniunii Europene în ceea ce priveste protectia pasarilor pâna la data aderarii, guvernul dumneavoastra autorizeaza înca vânatoarea speciilor pe cale de disparitie, a pasarilor migratoare primavara si utilizarea armelor cu foc automat la vânatoarea de pasari. Pe deasupra, cred ca statul român, prin vânzarea licentelor de vânatoare pentru pasari cântatoare si migratoare catre vânatori straini, participa direct la aceste crime crude împotriva pasarilor. Va cer asadar, sa puneti în aplicare prevederile directivelor privind protectia pasarilor în întregime acum, înainte de aderarea la Uniunea Europeana.

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Caccia: preapertura in 6 regioni sospesa e annullata dopo il ricorso della LAV
Il Decerto su ZPS e caccia in deroga doveva, secondo le intenzioni del Governo (concordate con una parte importante del mondo venatorio itgaliano, tra cui la Federcaccia), tra le altre cose, vietare le preapertrure della stagione venatoria nelle Zps e non nell'intero territorio. Ma è accaduto che in fase di sistemazione definitiva del testo da parte degli uffici legislativi ministeriali un articolo sia stato spostato in un'altra parte del testo, con il risultato che "letteralmente" il nuovo testo lascia intendere che il divieto di preapertura possa applicarsi all'intero territorio e non solo alle Zps. Ciò ha generato le prime conseguenze, rafforzate da una incredibile coincidenza: il Ministro Pecoraro Scanio che dopo l'emanazione del Decreto ha affermato che le preaperture sono vietate su tutto il territorio. Quindi i due ministeri interessati diffondono una nota interpretativa che spiega come il divieto di preapertura vada inteso limitatamente alle Zps, nota che, comunque, non sembrava avere valore giuridico. Intanto la LAV preso atto della cosa ha proceduto con i ricorsi al TAR perché, qualunque sia la motivazione dietro l'equivoco, il testo dice questo, cioè che le preaperture sono vietate ovunque. Una posizione, quella della LAV, visibilmente legittima. I ricorsi vengono presentati e il TAR Lazio ieri emette la decisione cautelativa di sospendere gli atti recanti prepaerture. Dunque la situazione è la seguente: per le 6 regioni interessate dal ricorso (Emilia, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria) la prepaertura è sospesa e di fatto annullata. Tortore, Merli, Colombacci, Quaglie, e tanti altri animali sono salvi: ieri il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, con i Decreti n. 4930, 4931, 4932, 4933, 4934 e 4935, ha sospeso le pre-aperture della caccia nelle Regioni Basilicata, Campania, Calabria, Emilia Romagna, Molise e Puglia, che illegittimamente avevano aperto la stagione venatoria tra il 2 e il 3 settembre, prima della data del 17 settembre stabilita dalla legge statale n. 157 del 1992. La Sezione Prima del TAR Lazio, infatti, ha accolto sia il ricorso sia la richiesta di sospensiva presentate dalla LAV, che aveva impugnato le varie delibere regionali sulla pre-apertura, dando ragione alla LAV che, in base al decreto-legge "De Castro-Pecoraro" sulla caccia n. 251, era già intervenuta diffidando le Regioni a revocare i propri calendari venatori chenon rispettavano il chiaro disposto dell'art.3, comma 2, del decreto: "In via transitoria, per la stagione venatoria 2006/2007, è fatto divieto di esercitare l'attività venatoria in data antecedente alla terza domenica di settembre". "Grazie a questa formidabile vittoria giudiziaria è stata sconfitta la scandalosa politica di liberalizzazione selvaggia attuata dalle Regioni che, abusando dei propri poteri amministrativi e legislativi, violano costantemente le normative statali e comunitarie che cercano di tutelare la fauna", dichiara Ennio Bonfanti, della LAV. "Dopo il decreto-legge 'De Castro-Pecoraro', ci si attendeva dalle Regioni maggiore senso di responsabilità e rispetto per gli obblighi comunitari, visto che la Commissione Europea ha già censurato le mille deroghe venatorie degli scorsi anni. Invece - prosegue Bonfanti - ancora una volta è prevalsa una gestione clientelare della caccia e sono stati emanati provvedimenti illegittimi non solo in relazione al recente decreto, totalmente ignorato, ma anche rispetto alla legge statale sulla caccia che dal 1992 è costantemente violata". "L'autorevole e chiaro pronunciamento dei Magistrati del TAR non può che servire da sprone al Governo ed al Parlamento perché si arrivi ad una conversione del Decreto-legge 251 con opportuni emendamenti che sanciscano definitivamente lo 'stop' a deroghe e cavilli per aggirare le disposizioni internazionali sulla tutela della fauna. - prosegue Roberto Bennati,vicepresidente della LAV - Questa vicenda delle pre-aperture, autorizzate a larghe mani dalle Regioni, dimostra che l'unica figura preposta a garantire la conservazione degli animali selvatici deve essere lo Stato, anche nell'interesse dalla comunità internazionale, e che le Regioni devono uniformarsi alle politiche nazionali di conservazione della fauna. Per questo chiediamo una riformulazione del decreto che rafforzi l'intervento statale a tutela della biodiversità". Conclude Maurizio Santoloci, Direttore Legale delle LAV "questo provvedimento conferma che la tendenza sostanziale alla violazione delle regole europee in materia di protezione della fauna, alla quale il nostro Paese è abituato per prassi storica, vede la naturale estinzione, e che il ricorso alle vie giudiziarie costituisce uno strumento primario nel quale tutta la LAV ha creduto fermamente e attraverso il quale intendiamo continuare la nostra azione, anche in vista di futuri eventi di questo e altro genere". Il TAR ha confermato il divieto di pre-aperture della caccia contenuto nel Decreto Legge n.251 che, viceversa, dalle Regioni, dal mondo venatorio e dagli uffici ministeriali era stato interpretato in maniera non corretta e favorevole alle pre-aperture; i Giudici amministrativi, inoltre, hanno ritenuto che la caccia così anticipata viola la Direttiva 79/409/CEE (che tutela gli uccelli nella fase riproduttiva) e contrasta con la sentenza 313/2006 della Corte Costituzionale, che ribadisce i poteri esclusivi dello Stato in materia di calendario venatorio. Ne consegue che fino al 17 settembre qualunque attività di caccia venga esercitata nelle 6 Regioni in questione, è penalmente rilevante e sanzionata ai sensi dell'art. 30, L. n. 157/1992 e del codice penale.
Ultima ora. Il sottosegretario alla presidenza della Regione Emilia-Romagna, Alfredo Bertelli,  ha duramente attaccato la decisione - evidentemente rivoluzionaria - del TAR Lazio di... applicare la legge e sospendere le pre-aperture illegittime della caccia in Emilia Romagna da qui al 17 settembre (data di apertura ufficiale della caccia). Questa presa di posizione ha stimolato la LAV ad allertare il Corpo Forestale e gli altri organi di vigilanza, le Prefetture e le Procure della Repubblica di tutte le province dell'Emilia Romagna: la sospensione della caccia disposta dal TAR azio - notificata gia' ieri alla Regione - e' pienamente vigente; qualunque attivita' di caccia che venga ciononostante ancora esercitata, pertanto, è penalmente rilevante e sanzionata ai sensi dell'art. 30, lett. a) della Legge nazionale n. 157/1992, che prevede  l'arresto da tre mesi ad un anno o l'ammenda da euro 929,00 a euro 2.582,00, e del codice penale. Non vi sono alibi o scappatoie ne' la Regione puo' rifiutarsi di far applicare il decreto presidenziale del TAR che e' efficace sin da ieri e non abbisogna di recepimento, pubblicazione o altro. Insomma la caccia e' chiusa fino al 17 settembre ''senza se e senza ma'' e chi spara commettere reato, checche' ne dica Bertelli. Gli esponenti della Giunta che ancora pubblicamente sosterranno che la caccia potra' comunque continuare si assumeranno le conseguenti responsabilita' civili, penali ed amministrative. Anche la Lipu prende posizione circa le dichiarazioni di Marioluigi Bruschini, assessore regionale alla caccia dell’Emilia-Romagna sulla caccia in deroga allo Storno. Per la Lipu, nel 2005, in Emilia-Romagna, secondo i dati diffusi dalla Regione, sono stati accertati danni alle produzioni agricole imputabili allo Storno per un importo di 158mila euro, pari a circa il 10% dei danni complessivi arrecati alla fauna selvatica. “Siamo stupiti per i dati che vengono imputati allo Storno – sottolinea Gustin – In primo luogo perché non sono conosciute le modalità di accertamento degli stessi. Inoltre per il danno, risibile, che gli storni hanno provocato agli orti o alle colture cerealicole, senza parlare di quello prodotto ai danni degli uliveti, considerata la scarsa superficie presente in regione”. “In realtà, la caccia in deroga allo Storno – conclude Gustin – è l’ennesima dimostrazione che ancora una volta non si è voluta scontentare la lobby dei cacciatori, che così avranno la possibilità di disturbare la fauna sul territorio e magari di sparare anche a passeri e altre specie di passeriformi protetti”. Comunque oggi in provincia di Forlì-Cesena, sparavano tutti dagli appostamenti come nulla fosse (o meglio, aderendo agli inviti della Regione).
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