Il Meetup de Gli amici di Beppe Grillo di Cuneo e provincia promuove l'iniziativa " COMUNI A 5 STELLE" sponsorizzando la camminata di Christian Lorenzati che dalle sorgenti del Po arriverà sino alle foce. Al link ulteriori info circa l'iniziativa. Di seguito trovate gli aggiornamenti...e ci raccomandiamo: se vedete Christian dalle vostra parti (segue l'elenco delle tappe, cercate quelle in cui transiterà più vicina a voi) sostenetelo, parlategli dei problemi del Po nella vostra zona e soprattutto aiutatelo nel cercare riparo per la notte visto che dal suo resoconto pare che la cosa sia stata problematica a Carignano (TO). (GUARDA L'ALBUM FOTOGRAFICO)
Chi è Christian Lorenzati ?
Hanno sostenuto l'organizzazione dell'iniziativa: la Gazzetta di Saluzzo, settimanale d'informazione locale, Camminare, rivista periodica, la Provincia di Cuneo, il Parco del Po Cuneese, la Comunità Montana Valli Po-Bronda-Infernotto, Coldiretti e Confcooperative, il Consorzio Pietra di Luserna, le imprese Alpe, Domus Immobiliare, Mario Bois Comunicazione, e le organizzazioni Meetup di Beppe Grillo e LVIA "Acqua è vita".
1° TAPPA PIAN DEL RE - SALUZZOMarco Travaglio e Oliviero Beha a Ravenna su "Intercettazioni e Informazione"
Riportiamo questo interessante articolo da Pandemia 1918
Ieri 11 Luglio a Punta Marina, località balneare vicino Ravenna, gli "Amici di Beppe Grillo" di Ravenna hanno presentano "Legge sulle intercettazioni e libertà di informazione", con Marco Travaglio, Oliviero Beha e Angelo Giordano. Siccome non ne abbiamo trovato traccia sui giornali di oggi, ve ne parliamo noi. Travaglio ha esordito ricordando che il 17 aprile 2007 il Parlamento aveva votato una legge all'unanimità, peggio dell'Indulto. Con i voti della destra, del centro e della sinistra (447 sì e 7 astenuti) la Camera ha dato il via libera alla legge Mastella che di fatto cancella la cronaca giudiziaria. Nessuno si lasci ingannare dall'uso furbetto delle parole: non è una legge "in difesa della privacy" (che esiste da 15 anni) nè contro "la gogna delle intercettazioni". Questa è una legge che, se passerà pure al Senato, impedirà ai giornalisti di raccontare - e ai cittadini di conoscere - le indagini della magistratura e in certi casi persino i processi di primo e secondo grado. Non è una legge contro i giornalisti. È una legge contro i cittadini ansiosi di essere informati sugli scandali del potere, ma anche sul vicino di casa sospettato di pedofilia. Vediamo perché. Oggi gli atti d'indagine sono coperti dal segreto investigativo finché diventano "conoscibili dall'indagato". Da allora non sono più segreti e se ne può parlare. Per chi li pubblica integralmente, c'è un blando divieto di pubblicazione, la cui violazione è sanzionata con una multa da 51 a 258 euro, talmente lieve da essere sopportabile quando le carte investono il diritto-dovere di cronaca. Dunque i verbali d'interrogatorio, le ordinanze di custodia, i verbali di perquisizione e sequestro, che per definizione vengono consegnati all'indagato e al difensore, non sono segreti e si possono raccontare e, di fatto, citare testualmente (alla peggio si paga la mini-multa). È per questo che, ai tempi di Mani Pulite, gli italiani han potuto sapere in tempo reale i nomi dei politici e degli imprenditori indagati, e di cosa erano accusati. È per questo che, di recente, abbiamo potuto conoscere subito molti particolari di Bancopoli, Furbettopoli, Calciopoli, Vallettopoli, dei crac Cirio e Parmalat, degli spionaggi di Telecom e Sismi. Fosse stata già in vigore la legge Mastella, Fazio sarebbe ancora al suo posto, Moggi seguiterebbe a truccare i campionati, Fiorani a derubare i correntisti Bpl, Gnutti e Consorte ad accumulare fortune in barba alle regole, Pollari e Pompa a spiare a destra e manca. Per la semplice ragione che, al momento, costoro non sono stati arrestati né processati: dunque non sapremmo ancora nulla delle accuse a loro carico. Lo stesso vale per i sospetti serial killer e pedofili, che potrebbero agire indisturbati senza che i vicini di casa sappiano di cosa sono sospettati. La nuova legge,infatti,da un lato aggrava a dismisura le sanzioni per chi infrange il divieto di pubblicazione: arresto fino a 30 giorni o, in alternativa, ammenda da 10 mila a 100 mila euro (cifre che nessun cronista è disposto a pagare pur di dare una notizia). Dall'altro allarga à gogò il novero degli atti non più pubblicabili. Anzitutto "è vietata la pubblicazione, anche parziale o per riassunto, degli atti di indagine contenuti nel fascicolo del pm o delle investigazioni difensive, anche se non più coperti da segreto, fino alla conclusione delle indagini preliminari ovvero fino al termine dell'udienza preliminare". La notizia è vera e non é segreta, ma è vietato pubblicarla: i giornalisti la sapranno, ma non potranno più raccontarla. A meno che non vogliano rovinarsi, sborsando decine di migliaia di euro. È pure vietato pubblicare, anche solo nel contenuto, "la documentazione e gli atti relativi a conversazioni, anche telefoniche, o a comunicazioni informatiche o telematiche ovvero ai dati sul traffico telefonico e telematico, anche se non più coperti da segreto". Le intercettazioni che hanno il pregio di fotografare in diretta un comportamento illecito, o comunque immorale, o deontologicamente grave sono sempre top secret. Bontà loro, gli unanimi legislatori consentiranno ancora ai giornalisti di raccontare che Tizio è stato arrestato (anche per evitare strani fenomeni di desaparecidos, come nel vecchio Sudamerica o nella Russia e nell'Iraq di oggi). Si potranno ancora riferire, ma solo nel contenuto e non nel testo, le misure cautelari, eccetto "le parti che riproducono il contenuto di intercettazioni". Troppo chiare per farle sapere alla gente. E i dibattimenti? Almeno quelli sono pubblici, ma fino a un certo punto: "non possono essere pubblicati gli atti del fascicolo del pm, se non dopo la pronuncia della sentenza d'appello". Le accuse raccolte (esempio, nei processi Tanzi, Wanna Marchi, Cuffaro, Cogne, Berlusconi etc.) si potranno conoscere dopo una decina d'anni da quando sono state raccolte: alla fine dell'appello. Non è meraviglioso? L'ultima parte della legge è una minaccia ai magistrati che indagano e intercettano "troppo", come se l'obbligatorietà dell' azione penale fosse compatibile con criteri quantitativi o di convenienza economica: le spese delle Procure per intercettazioni (che peraltro vengono poi pagate dagli imputati condannati, ma questo nessuno lo ricorda mai) saranno vagliate dalla Corte dei Conti per eventuali responsabilità contabili. Così, per non rischiare di risponderne di tasca propria, nessun pm si spingerà troppo in là, soprattutto per gli indagati eccellenti. Ma il problema sono le multe. Molto meglio una o più condanne (perlopiù virtuali) a qualche mese di galera, che una multa che nessun giornalista sarà mai disposto a pagare. Se esistessero editori seri, sarebbero in prima fila contro la legge Mastella. A costo di lanciare un referendum abrogativo. Invece se ne infischiano: meno notizie "scomode" portano i cronisti, meno grane e cause giudiziarie avrà l'azienda. Mastella, comprensibilmente, aveva esultato: «Un grande ed esaltante momento della nostra attività parlamentare». Pecorella pure: «Una buona riforma, varata col contributo fondamentale dell'opposizione». Dopo il voto vi furono vivi applausi da tutto l'emiciclo, che era riuscito finalmente là dove persino Berlusconi aveva fallito: imbavagliare i cronisti. Ma a stupire non è la cosiddetta Casa delle Libertà, che facendo onore alla sua ragione sociale ha tentato fino all'ultimo di aumentare le pene detentive e le multe (fino al 500 mila euro!) per i giornalisti. È l'Unione, che nell'elefantico programma elettorale aveva promesso di allargare la libertà di stampa. Invece l'ha allegramente limitata con la gentile collaborazione del centrodestra. Ma chi sostiene che nell'ultimo anno non è cambiato nulla, ha torto marcio. Quando le leggi-vergogna le faceva Berlusconi, l'opposizione strillava e votava contro. Ora che le fa l'Unione, l' opposizione non strilla, anzi le vota. Approfondimenti sul sito Marco Travaglio.it
Ha proseguito quindi il dottor. Angelo Giordano, titolare di una agenzia investigativa di Ravenna, spiegando la prospettata riduzione di conti di ascolto in Italia da 166 (praticamente ogni procura ne ha uno) a 26, uno ogni capoluogo di regione. Questa soluzione, lungi dal comportare un risparmio da parte dello Stato, costituirà invece una limitazione delle capacità di manovra in tempi brevi per gli investigatori.
Quindi Oliviero Beha ha evidenziato il grande inciucio tra maggioranza ed opposizione per imbavagliare la libertà di stampa. La "casta" di destra e di sinistra che ha avuto un ruolo trasversale nelle scalate estive del 2005 Furbetti del Quartierino" vorrebbe approvare l'ennesima legge vergogna per assolvere gli autori di gravissime malefatte a danno dei risparmiatori e mettere in galera i giornalisti che pubblicano le notizie. Beha ha denunciato il collateralismo trasversale che si sta realizzando intorno alla questione delle intercettazioni da parte di maggioranza e opposizioni. Ha poi approfondito ricordando il suo ultimo libro, Italiopoli, (che riporta una prefazione di Beppe Grillo), che dal primo di giugno è viventato anche un blog, all'interno del quale l'autore, aspetta commenti, valutazioni, sottolineature in merito alla sua ultima fatica editoriale. "C'è bisogno di una nuova riserva indiana, un posto segreto dove incontrarsi, carbonari del nuovo millennio che vogliono trasformare il disgusto in energia positiva e propositiva. Questo libro duro e spiazzante è un manuale di sopravvivenza. E' un breviario per chi crede ancora nella possibilità di reagire e invertire la marcia della nostra italica degenerazione. Degenerazione della politica, con una classe dirigente senza qualità e senza coraggio intellettuale. Uomini e donne da "Bagaglino", la trasmissione televisiva in cui i comici non devono più fare lo sforzo di drammatizzare comicamente la realtà: i fatti e la cronaca bastano da soli a far ridere una platea grassa e benestante. Un'etica ormai sbrindellata e fatta a pezzi da decenni di malaffare e di corruzione. Una complementarità sempre più stucchevole tra destra e sinistra. E ancora: il degrado della tv, l'economia da far west (chi arriva prima prende tutto), l'informazione a comando, l'inquinamento reale e metaforico. Un grido di rabbia fuori dal Palazzo del potere. Contro ogni convenienza. Contro ogni opportunismo. Contro i furbi e i famosi da reality. Contro un Paese che ha azzerato la memoria del passato e la questione del futuro. Un Paese che naviga a vista, verso la deriva."Un paese che affonda sotto i colpi di una classe dirigente sempre più prodiga di cattivi esempi, in un deserto di valori.Le liste civiche e i girotondi puntano a entrare nel gioco politico nazionale, per dare voce ai delusi del centrosinistra e rilanciare la questione morale. Per ora l'appuntamento e' per il 6 ottobre, giorno in cui si
svolgera' una manifestazione a Piazza Farnese a Roma per lanciare il ''manifesto per la riforma della politica'', gia' sottoscritto da supporter eccellenti come Beppe Grillo, Dario Fo, Franca Rame, Antonio Tabucchi e Marco Travaglio. Ma l'obiettivo, come ha spiegato oggi il coordinatore delle liste civiche Roberto Alagna in una conferenza stampa, e' di dar vita a ''una lista civica nazionale fuori dal sistema dei partiti''. Approfondimenti su: Repubblicadeicittadini.com e sul Behablog, il blog civico Oliviero Beha.
16-17 Dicembre: Strolaga Day 2006 & Gazza Marina Day 2006
Si svolgeranno nel week-end del 16-17 dicembre 2006 due iniziative di Birdwatching: lo Strolaga Day ed il Gazza Marina Day. La prima è di respiro nazionale e vedrà la presenza sulle coste dei mari e dei laghi italiani di birdwatchers che cercheranno di
contare il maggior numero di Strolaghe, uccelli acquatici che scendono in Italia da nord durante i mesi freddi, e di Gazze marine, anch’esse uccelli costieri tipici dei mari freddi, e regolari in Italia soprattutto in Liguria. Per il terzo anno consecutivo
Invitando tutti a partecipare, qui di seguito trovate l'elenco dei siti dove saranno presenti i coordinatori ROL col rispettivo recapito telefonico per pendere contatti nel caso si intendesse partecipare ai censimenti.
DOMENICA 17 Dicembre 2006
1) Litorale di Imperia: ritrovo a Bordighera (IM) presso Capo Ampelio ore 8:30 Coordinatore: Rudy Valfiorito (348-2822329)
2) Foce del fiume Centa (Alberga, Savona): ritrovo nei giardini presso la foce del Centa ad Alberga (SV) ore 8:30
Coordinatore: Alessio Chiusi (333-2820556)
3) Borgio Verezzi (Savona): parcheggio auto fronte cimitero di Borgio Verezi (SV) sull'Aurelia ore: 8:30
Coordinatore: Rino Bontà (339-6076110).
4) Varazze (Savona): ritrovo davanti al casello autostradale di Varazze (SV) ore 8:00
Coordinatore: Luca Baghino (329-2115436)
5) Arenzano (Genova): ritrovo all'ingresso del porticciolo sul Lungomare Stati Uniti ad Arenano (GE), ore 8:30
Coordinatrice: Carla Rapetti (349-8131128)
6) Canale di calma di Prà (Genova): ritrovo davanti alla Stazione Ferroviaria di Genova-Prà ore 8:30
Coordinatore: Nicola Leugio (347-2201821)
7) Foce del fiume Entella (Chiavari, Genova): ritrovo direttamente presso la foce dell’Entella a Chiavari (GE): ore 8:30
Coordinatore Tiberio Bertolone (328-9418808)
8) Foce del torrente Magra (
Coordinatore: Paolo Canepa (328-6922829).
Infine, il rilevamento dei dati delle Strolaghe a livello nazionale viene garantito da ben 19 sezioni della Lipu sparse nelle varie regioni:
Liguria: Imperia, Savona, Genova e
Piemonte: Torino
Trentino-Alto Adige: Trento
Friuli-Venezia Giulia: Trieste
Veneto: Venezia
Emilia-Romagna: Parma
Toscana: Pisa
Lazio: Roma, Civitavecchia e Latina
Campania: Caserta
Marche: Ancona, San Benedetto del Tronto e Ascoli Piceno.
Ogni ulteriore adesione sarà bene accetta.
Chi volesse partecipare alla conta delle Strolaghe potrà prendere contatto con una delle sezioni Lipu elencate, i cui recapiti compaiono cliccando sopra il link di riferimento, oppure si possono chiedere presso gli uffici della Lipu.
Caccia: Verdi, Rifondazione e forse Rosa Nel Pugno non voteranno il Decreto
Nella nuova stesura del Decreto, dopo gli emendamenti, le misure dettate dallo Stato non sono più di "conservazione" (come prescrive la Direttiva CEE), ma di "protezione";, e non sono più inderogabili e fisse, perché valgono solo "fino all'adozione dei provvedimenti regionali... o all'adeguamento di quelli già adottati", mentre sono state fatte diventare "eventuali" le ulteriori misure di conservazione da dettare con apposito decreto ministeriale come requisiti minimi uniformi che le Regioni dovranno rispettare: è stato soppresso il divieto di caccia prima della 1° domenica di ottobre, estendendo così l'attività venatoria nelle ZPS di ben due settimane, ed è stata altresì concessa la caccia di selezione agli ungulati anche nella preapertura dell'attività venatoria.
La popolazione della fauna selvatica dovrà per di più essere mantenuta o adeguata dallo Stato tenendo conto anche delle esigenze "ricreative" della caccia, per garantire le quali il parere dell'Istituto Nazionale della Fauna Selvatica rimane "previo" ed "obbligatorio", ma non più vincolante riguardo alle piccole quantità dei prelievi in deroga.
Sono state approvate misure meno stringenti per elettrodotti, impianti di risalita e centrali eoliche: è stata infine inserita una apposita "clausola di salvaguardia" che fa salve le competenze riconosciute alle Regioni a statuto speciale e alle Province Autonome di Trento e di Bolzano.
Nella giornata di giovedì 21 settembre 2006 la Commissione Agricoltura ha approvato un ulteriore emendamento per recepire il parere consultivo espresso e comunicato nel frattempo dalla Commissione per l'Unione Europea.
"Gli emendamenti approvati dalla Commissione Agricoltura - dichiara Rodolfo Bosi, responsabile VAS per parchi e territorio "sono l'espressione tangibile di come questa maggioranza di centro-sinistra, con l'appoggio dell'intero gruppo dei Verdi, preferisca sacrificare la tutela di un patrimonio indisponibile dello Stato (quale è quello della fauna selvatica) ad interessi di parte di tipo sia "politico" (della maggioranza delle Regioni, in
quanto di centro-sinistra) che "ricreativo" (delle associazioni venatorie appoggiate in modo trasversale anche da parlamentari della stessa maggioranza). Gli emendamenti negano il diritto-potere dello Stato di dettare in modo inderogabile standard minimi ed uniformi di tutela, sancito più volte dalla Corte Costituzionale, ed hanno così portato a svuotare il decreto-legge più di quanto già non lo fosse. Secondo l'On. Bruno Mellano (Rosa nel Pugno) il testo licenziato dalla Commissione non è più idoneo a superare le procedure di infrazione. Al punto in cui stanno precipitando le cose, la Camera dei Deputati finirà di stravolgerlo ancor di più e grazie a questa maggioranza di Governo l'Italia verrà sicuramente di nuovo condannata dalla Comunità Economica Europea".
Dopo questa presa di posizione di Vas, ecco la reazione dei Verdi. ''Il decreto sulla caccia non e' assolutamente sostenibile dai Verdi. La lobby degli armieri ha condizionato una parte del Parlamento ed e' totalmente inaccettabile che si possa essere succubi di questi condizionamenti'
Manifestazione a Porto Levante (Rovigo) contro l'apertura della stagione venatoria. L'iniziativa, dal titolo 'Liberi di viveri e di volare' e' stata organizzata in sinergia dalla Lav (Lega antivivisezione), dalla Lac (Lega per l'abolizione della caccia) e dal Cpv, il coordinamento protezionista veneto. La manifestazione si è svolta tra le aree di del parco regionale veneto del Delta del Po. Obiettivo delle associazioni era di ricordare l'inizio di un'attivita' e di uno sport che e' osteggiato dall'80 per cento della popolazione italiana e che solo nel nostro paese causa la morte di 250 milioni di animali
selvatici. Con questa manifestazione inoltre le associazioni intendono chiedere che il parco del Delta del Po, "area simbolo della selvaggia situazione venatoria presente in Italia", diventi parco nazionale, e conseguentemente vi venga applicato il totale divieto di caccia. "In questa zona - denuncia la Lac - gli uccelli migratori vengono abbattuti a decine di migliaia da cacciatori e bracconieri che utilizzano richiami elettromagnetici vietati e capanni immersi nell'acqua raggiungibili solo con barche. Un
ecosistema cosi' fragile e unico per la presenza di animali appartenenti a specie protette - si legge nella denuncia delle associazioni che aderiscono alla manifestazione - e' messo inoltre a dura prova dal piombo che ristagna nelle zone allagate, altra conseguenza delle doppiette". La manifestazione di oggi segue una iniziativa organizzata dalla Lac in agosto con una mostra fotografica itinerante allo scopo di informare i cittadini sui danni ambientali e sociali causati dall'attivita' venatoria. Da notare che prima dell'inizio della manifestazione le Guardie Provinciali avevano già elevato 11 verbali a carico di cacciatori all'opera nei dintorni di Porto Levante. Potete vedere uno slide show della manifestazione qui.Romania: ancora forte impatto dei cacciatori italiani nei Balcani
Sale la temperatura della caccia in Romania: cacciatori stranieri, Italiani e Tedeschi in primo luogo, stanno sterminando la fauna locale mediante l'utilizzo di armi automatiche
e richiami acustici ed hanno di fatto trasformato il paese balcanico in una mortale trappola per i migratori. Nonostante che di fatto sia illegale importare in Italia selvaggina da quel paese, lo stato romeno incassa enormi quantità di valuta, milioni di Euro, svendendo la propria fauna selvatica a cacciatori che possono spendere. Questo vergognoso mercimonio sta intaccando le popolazioni europee di Combattente (Philomachus pugnax), Beccaccino (Gallinago gallinago) e Allodola (Alauda arvensis). E' oltremodo essenziale che la Romania si ricordi dei suoi impegni circa la protezione degli uccelli prevista dalle norme europee, e che si renda adempiente prima del suo ingresso nell'Unione Europea previsto per il 2007. Chiunque si può unire alla protesta mandando una mail dell'associazione Proact al Presidente della Romania Traian Basescu cliccando questo link:
http://www.proact-campaigns.net/localcampaigns/migrants_romania.html
Stimate domnule Basescu,
În ciuda obligatiei României de a îndeplini în întregime directivele Uniunii Europene în ceea ce priveste protectia pasarilor pâna la data aderarii, guvernul dumneavoastra autorizeaza înca vânatoarea speciilor pe cale de disparitie, a pasarilor migratoare primavara si utilizarea armelor cu foc automat la vânatoarea de pasari. Pe deasupra, cred ca statul român, prin vânzarea licentelor de vânatoare pentru pasari cântatoare si migratoare catre vânatori straini, participa direct la aceste crime crude împotriva pasarilor. Va cer asadar, sa puneti în aplicare prevederile directivelor privind protectia pasarilor în întregime acum, înainte de aderarea la Uniunea Europeana.
