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martedì, 21 marzo 2006

Influenza Aviaria: la leggenda degli uccelli selvatici come propagatori della variante altamente patogena (HPAI) del virus H5N1.

(Note su una specie nuova per la scienza: L’Uccello dal Magico Dente)

di Martin Williams e Nial Moores (traduzione di Federico Montanari e Menotti Passarella)

Sicuramente una delle cose più sorprendenti nell’ambito del trambusto scatenato nelle more della diffusione della influenza aviaria H5N1 è stata la scoperta dell’Uccello dal Magico Dente (UMD), che noi crediamo essere la prima specie di uccello descritta dai virologi, e che è in grado di sostenere e diffondere il virus H5N1. Di seguito presentiamo una rassegna di informazioni su questo intrigante taxon. Forse è un’unica specie esistente di uccello, forse un insieme di specie di uccelli strettamente o lontanamente imparentate, l’UMD non è stato mai osservato con certezza, ma come le esoteriche particelle subatomiche, la sua esistenza è stata dedotta da una serie di prove indirette. Attraverso le descrizioni contenute nei rapporti di virologi, funzionari dell’agricoltura e della sanità, e giornalisti – ahimè nonostante essi non siano ornitologi o appassionati di avifauna – è possibile descrivere il comportamento di questo inusuale uccello, il cui nome latino deve ancora essere stabilito, sebbene i suggerimenti optino per Robwebsters petnotionas, Vectorius (mithicus) invisiblus e Anas stealthbomberensis.

In breve, l’UMD è capace sia di sopravvivere all’infezione di una forma di H5N1 - che è d’altra parte altamente letale per tutte le specie che infetta - e di volare a lunga distanza, diffondendo con efficienza il virus soltanto in pochi dei siti che visita. Curiosamente, piuttosto che seguire i tempi delle migrazioni e le rotte migratorie, spesso vola su percorsi che solitamente altri uccelli tendono ad evitare, ed ha una forte tendenza a seguire le linee ferroviarie e le strade. Inoltre, una volta che UMD ha introdotto il virus in una area, gioca un ruolo limitato o nullo nel diffonderlo; in realtà il virus ha poi la tendenza a scomparire completamente.

UMD – fatti basilari

Rinvenimenti noti

Mai osservato con certezza.

Segnalato inizialmente in Asia orientale diversi anni fa, sebbene forme ancestrali siano state precedentemente considerate possibilmente presenti, UMD sembra essere una specie ancora realmente conosciuta solo dai virologi, altri "esperti" e giornalisti di quotidiani, ed è d’altra parte rinvenuto negli annali della FAO, OMS ed altre auguste istituzioni con nomi composti da due o tre lettere.

Aspetto

Sconosciuto, sebbene sembra possa essere simile ad un’anatra.

Habitat

Sebbene sia considerato da alcuni essere parzialmente acquatico o anche marino, sembra si alimenti o nidifichi prevalentemente vicino (o perfino all’interno) degli allevamenti avicoli intensivi.

Rotte migratorie

Si dice che migri dalla Cina attraverso la Siberia, giù attraverso l’Europa fino alla Nigeria e poi su attraverso il Circolo artico in America, e presumibilmente, seguendo assunzioni logiche, attraverso l’Indonesia, ritorni indietro in Cina. Mostra una curiosa tendenza a seguire le linee ferroviarie e le strade ed i percorsi del contrabbando.

Areale

Inizialmente segnalato in due parchi urbani in Hong Kong, successivamente si è diffuso attraverso la maggior parte dell’Asia orientale. Più recentemente si è espanso verso l’Europa e l’Africa, addirittura attualmente sembra essersi estinto nel suo precedente areale in Asia orientale inclusa Hong Kong.

Comportamento

E’ una specie aggressiva, con una forte tendenza a starnutire, tossire e sputare, specialmente sul pollame nelle fattorie e sulle anatre o i cigni che vengono rinvenuti invariabilmente in zone umide solo presso allevamenti avicoli.

Classificazione secondo i criteri di Birdlife International

Sebbene considerato da molte autorità non ornitologiche come altamente o quasi minacciato, UMD è classificato da Birdlife International semplicemente come non esistente senza una reale prova scientifica.

Antenati dell’UMD

Nonostante non siano nuove le nozioni che gli uccelli selvatici possano essere responsabili della diffusione della variante altamente patogena dell’influenza aviaria, in realtà significative proporzioni di uccelli selvatici sono note per essere vettori di una varietà di influenza aviaria bassa patogenicità; gli uccelli acquatici – cigni, oche ed anatre – sono evidentemente la principale riserva (Alexander). Questi virus possono introdursi negli allevamenti avicoli e qui evolvere verso una virulenza significativamente alta (Ewald), divenendo influenza aviaria altamente patogenica – HPAI -, che crediamo sarebbe meglio chiamare influenza del pollame.

Rara in natura (un solo caso noto), HPAI si sviluppa con relativa frequenza entro gli allevamenti avicoli (Anon, 2004). Una volta che HPAI si sia sviluppata, tende a diffondersi e se il mezzo di diffusione è sconosciuto, ebbene, può essere che l’agente sia UMD.

Uno dei primi casi noti che fecero supporre l’esistenza di UMD fu durante un attacco di H5N2 in un allevamento avicolo in Pennsylvania durante il 1983-1984 (Anon 1995). Al tempo era in corso un attacco di H5N2 in Messico, così forse gli uccelli migratori portarono il virus negli Stati Uniti. Comunque, ricerche successive rivelarono che si era lontani dalla realtà: il caso UMD non esisteva.

Anche in Australia gli uccelli migratori sono stati considerati potenzialmente responsabili dell’introduzione di virus durante almeno un attacco di HPAI in un allevamento avicolo; sembrò, però, che in ogni caso il virus era di origine locale (Tracey et al, 2004).

Perciò si evince che la grande propensione a credere all’esistenza di UMD è un fenomeno nuovo, che si è presentato solo con la recente espansione di H5N1.

Prime segnalazioni di UMD come vettore di H5N1 – la morte piove giù dal cielo, Gulp!

Forse la prima segnalazione dell’esistenza di UMD può essere fatta risalire nel 2002 a Hong Kong. In quell’anno ci furono attacchi di H5N1 in due parchi urbani, con la morte di anatre, oche, cigni e fenicotteri tenuti in cattività; fu confermato che una garzetta (selvatica) morta in uno dei parchi aveva il virus H5N1. Sebbene le garzette siano in buona parte residenti ad Hong Kong e non fossero stati trovati altri migratori infettati, e nonostante ci fossero state infezioni negli allevamenti intensivi attorno ad Hong Kong, il Segretario per la salute, l’assistenza e l’alimentazione più tardi incolpò l’UMD: "Con ogni evidenza l’epidemia è da attribuire agli uccelli migratori che hanno portato l’infezione ad alcuni dei nostri uccelli nel Penfold Park (HK Govt, 2003).

Durante il 2003 – 2004 ci furono numerose infezioni di H5N1 negli allevamenti avicoli in tutta l’Asia orientale. Tutto ad un tratto funzionari di varie nazioni annunciarono pressoché contemporaneamente di attribuire il contagio agli "uccelli migratori" o agli "uccelli selvatici" sebbene nessun uccello selvatico fosse stato trovato con la variante altamente patogena dell’H5N1.

I media amavano la teoria dell’UMD. "Per anni il massimo timore di molti esperti di influenza è stata la possibilità che una specie di H5N1 possa infettare gli uccelli migratori" osservò un articolista piuttosto sovraeccitato sul Time. "Dato che enormi quantità di virus sono sparsi dalle feci degli uccelli, una tale epidemia tra gli uccelli migratori significherebbe che la morte può piovere dal cielo in forma di H5N1".

Ahimè, pochi dettagli erano forniti riguardo agli uccelli selvatici migratori che si supponeva fossero responsabili, e quando uno di noi (MW) prese in considerazione le migrazioni note di alcune specie di uccelli, scaturì che i modelli non si adattavano con i tempi dell’attacco di H5N1; non c’era una reale evidenza dell’UMD, specialmente se tutti gli uccelli selvatici noti per avere l’H5N1 erano morti o morenti (Williams, 2004). Similmente Sims et al (2005) conclusero "C’è scarso motivo di credere che gli uccelli selvatici abbiano giocato un ruolo significativo nell’espansione della malattia, piuttosto sono da biasimare il commercio di uccelli vivi ed i movimenti di avifauna acquatica domestica".

UMD come vettore per il virus Qinghai H5N1

Molti giornalisti si sono mostrati pronti nel credere nell’UMD, fomentando la leggenda che attribuisce agli uccelli selvatici la diffusione di una malattia che potrebbe causare una terribile pandemia. E’ stato soltanto dopo il verificarsi di un forte contagio nel lago Qinghai, Cina, nella primavera 2005, che gli "esperti" (un termine che curiosamente sembra non includere gli ornitologi) hanno cominciato a credere vera l’esistenza dell’UMD. "Questo è stato il caso cruciale. Il virus in quel momento iniziò a contagiare gli uccelli migratori" disse Robert Webster, esperto di influenza e non ornitologo, e così tutti gli uccelli selvatici del Qinghai furono sterminati.

  

 Ora, asseriscono alcuni virologi ed esperti di influenza, gli uccelli selvatici come l'UMD possono non soltanto ospitare la normale influenza aviaria degli uccelli selvatici, ma anche sostenere e diffondere una variante evoluta attraverso il pollame: la forma Qinghai dell'H5N1. Questa forma di virus tende ad essere letale per tutti gli organismi che infetta, come molti uccelli acquatici, includendo le oche morte a Qinghai. Qusti uccelli selvatici chiaramente appartengono ad un taxon molto speciale: che può essere chiamato UMD, variante Q. Poichè alcuni "esperti" abbiano supposto che UMD altro non è che l'Oca indiana, altri il Fischione, e si è dubitato della Casarca, o del Codone e della Marzaiola, per alcune ore anche alcuni uccelli marini come le Berte , perfino per alcuni minuti Passere mattugie e foto significative hanno mostrato un’Oca delle nevi (una specie nordamericana) ed un’anatra domestica incapace di volare, a causa di ciò si è creduto che UMD è una specie di anatra, o forse diverse specie di anatre (ma dopo tutto potremmo anche ignorare questi "esperti" che sono così vaghi, dato che nessuno di loro è ornitologo) – strettamente imparentate alle anatre che vivono nelle risaie dell’Asia sudorientale. Queste anatre hanno mostrato di giocare un ruolo nel mantenere e diffondere l'H5N1 in Tailandia e Vietnam, ma perfino in situazionin artificiali sembra che le anatre non siano in grado di mantenere l'H5N1, che apparentemente diminuisce marcatamente se non ci sono ulteriori infezioni. Per qualche tempo l'UMD risultò estremamente elusivo. "Gli uccelli selvatici trovati infetti da HPAI erano o malati o morti" notò una segnalazione che sembrò diretta a provare l’esistenza di UMD (Avian Influenza Technical Task Force, FAO, 2005). "Questo potrebbe influenzare la capacità di questi uccelli di trasportare HPAI su lunghe distanze".

Ma i cacciatori di UMD non si lasciarono intimorire. E nell’estate 2005 essi scoprirono gli uccelli che potevano essere proprio l'UMD. Pochi uccelli acquatici selvatici "in buona salute" furono scoperti avere l' H5N1. Ma sebbene risultassero sani, ci furono dubbi sulla loro identificazione: forse i metodi di cattura influenzarono i risultati, ed uno degli uccelli fu uno svasso immaturo, che aveva chiaramente preso l'H5N1 nel suo luogo natale. Con il ritrovamento di questi uccelli in aree - note d’altra parte per avere l'H5N1 nei dintorni degli allevamenti avicoli industriali - le segnalazioni erano specialmente incerte: quale infezione era arrivata per prima, quella nei pulcini o quella negli uccelli selvatici ?

Non importa. Appena l'H5N1 della forma di Quinghai si diffuse ulteriormente durante l’autunno 2005, l'UMD fu detto essere causa della diffusione, perfino se nessuno poteva trovarlo, dato che egli chiaramente volava "al di sotto della portata del radar". Come sostenne un giornalista, l’uccello selvatico che diffondeva H5N1 era "l’equivalente aviario del bombardiere stealth".

Poi nel Febbraio 2006 arrivò una pubblicazione di un gruppo di virologi e veterinari non ornitologi, su uno studio focalizzato sull’analisi di 13.115 campioni cloacali e fecali relativi ad uccelli migratori (comprendendo 4.674 provenienti dalla cattura di anatre migratrici) da Hong Kong e dal lago Poyang (Cina orientale), nell’inverno 2004 – 2005. Per la gioia di chi crede nell'UMD, questi mostravano che sei anatre di Poyang, apparentemente sane, avevano l'H5N1.

Finalmente ! Per qualcuno questa era l’evidenza che molti cercavano. "Azzeccato, disse Webster, gli studi trovavano indizi che un gran numero di anatre selvatiche ed altri uccelli acquatici possono ora trasportare pericolose forme di H5N1 senza mostrarne i sintomi" (Harder, 2005).

A chi ci credeva sembrò non interessare che le sei anatre avevano due genotipi - due tipi molto distinti – di H5N1. Né che le anatre forse erano sopravvissute perché erano state "pre-immunizzate" con l’influenza aviaria del ceppo H5. Né che nessuna delle anatre provenienti da Hong Kong era risultata positiva ai test: il pollame di Hong Kong era libero da H5N1 durante lo studio, ma i cacciatori di UMD non avevano informazioni su H5N1 nel pollame a Poyang e dintorni o nel nord della Cina. Né che la massa dei dati dello studio mostrava che gli uccelli selvatici giocavano un limitatissimo, quasi insignificante, ruolo nel mantenere e diffondere l'H5N1.

Poiché c’erano somiglianze tra il virus a Poyang ed a Qinghai, Webster considerò che le anatre avessero trasportato il virus da Poyang a Qinghai, distanti più di 1.700 chilometri. Di nuovo non importavano i fatti che non collimavano con la teoria – Webster non è certo il tipo di individuo che si interessa di cose di poco conto come conoscere la rotta migratoria da Poyang a Qinghai, dato che gli ucceli da Poyang vanno verso l’Asia settentrionale e nordorientale, dove l'H5N1 non fu trovato nella primavera – estate 2005 ("questa è la mia storia ed io le sono fedele" sembra essere chiaramente il mantra di Robert Webster).

E come per Qinghai "Questo era il punto nodale, quando il virus entrò negli uccelli migratori" disse Webster (Anon, 2006). Di nuovo ogni fatto fastidioso – come il fatto che il virus stesse uccidendo tutti gli uccelli migratori che si trovavano a Qinghai – era chiaramente non necessario alla causa.

Ed allora l'UMD era sguinzagliato! Così questo vettore viaggiò attraverso la Russia fino in Europa e in Africa. Nessuno mai lo trovò, ma fu chiaro che il virus in tutti i casi era molto simile e nessuno pensò al fatto che UMD seguiva strade e linee ferroviarie e percorsi del contrabbando.

Curiosamente non rilevato e non rimpianto dalla maggior parte dei virologi, funzionari dell’agricoltura e della sanità e dei giornalisti, perfino quando si diffuse ad ovest l'UMD scomparve dai suoi precedenti rifugi nell’Asia orientale.

L'UMD ed i funzionari

Molti funzionari chiaramente amano l'UMD come molti dei giornalisti. Come durante l’espansione in Asia orientale durante il 2003 – 2004, i funzionari non avevano necessità di provare realmente la sua esistenza per credere in esso. Invece quando l'H5N1 arriva attraverso vie sconosciute, essi possono semplicemente asserire "sono stati gli uccelli migratori". Dopo tutto chi può provare che sbagliano?

Forse il principale funzionario che crede nell'UMD è il dr. Joseph Domenech, capo veterinario della FAO. Durante il 2005 egli fu spesso presente nei media, mentre prediceva che l'UMD sarebbe arrivato in Africa ("Uno dei nostri maggiori interessi è ora la potenziale diffusione dell’influenzia aviaria attraverso gli uccelli migratori verso l’Africa settentrionale ed orientale" avvertì Domenech – l'H5N1 in realtà raggiunse l’Africa, ma attraverso il contrabbando di polli e loro derivati – FAO, 2005).

E c’è un altro recente grande credente.

"Il Coordinatore dell’influenzia aviaria delle Nazioni Unite, David Nabarro, avvertì il mercoledì che la malattia, che si è diffusa tra gli uccelli dall’Asia all’Europa, può evolvere in un attacco nell’America settentrionale tra sei e 12 mesi, possibilmente prima. Secondo il dr. Nabarro, gli schemi di volo degli uccelli migratori possono portare migratori infetti dall’Africa all’Alaska e poi a sud, risultando in un attacco continentale dell'H5N1 del tipo altamente patogeno" (Clyne, 2006). in modo biasimevole, il dr. Nabarro è ancora un ulteriore "esperto" che sembra felice di fare pronunciamenti azzardati con scarse o nulle basi di conoscenze ornitologiche.

Conclusioni

Questa breve rassegna rivela che l'UMD è chiaramente un intrigante fenomeno scientifico e sociale, però mai fino ad oggi trovato, che esiste solo nella mente di certi virologi, funzionari e giornalisti (e, ovviamente, anche di alcuni blogger, che siano benedetti) e con una forte e diffusa presa nell’immaginazione popolare. Come il mitico blogeyman che alcuni genitori trovano conveniente, l'UMD è sempre pronto per essere incolpato quando l’influenza aviaria colpisce, sempre disponibile per proclami di tremendi avvisi di condanna.

Bibliografia

Alexander, D.J, A review of avian influenza
http://www.esvv.unizh.ch/gent_abstracts/Alexander.html
Anon (1995) Avian Influenza in Mexican Poultry: Wildlife Implications SCWDS Briefs, April 1995, 11.1
Anon (2004) Previous outbreaks of highly pathogenic avian influenza worldwide
http://www.medicalnewstoday.com/medicalnews.php?newsid=6306
Anon (2006) New study examines bird flu's genesis in China
http://www.ctv.ca/servlet/ArticleNews/story/CTVNews/20060206/avian_flu_study_060206/20060206?hub=Health
Avian Influenza Technical Task Force, FAO. (2005) Update on the Avian Influenza situation (As of 01/09/2005) - Issue no. 33.'
Chen et al. (2006) Establishment of multiple sublineages of H5N1 influenza virus in Asia: Implications for pandemic control PNAS
Clyne, M. (2006) U.N. Warns Avian Flu to Hit U.S.
http://www.nysun.com/article/28917
Ewald, P.W. Guarding Against the Most Dangerous Emerging Pathogens: Insights from Evolutionary Biology http://www.cdc.gov/ncidod/eid/vol2no4/ewald.htm
FAO (2005) http://www.fao.org/world/regional/rne/News/news359_en.htm
Harder, B. (2005) When flu flies the coop: a pandemic threatens Science News
http://www.findarticles.com/p/articles/mi_m1200/is_11_168/ai_n15649357
Hong Kong Government Transcript of Secretary for Health, Welfare and Food http://www.info.gov.hk/gia/general/200302/21/0221208.htm
Mandavilli, A. (2003) Profile: Robert Webster Nature Medicine 9, 1445
Sims, L.D. et al (2005) Origin and evolution of highly pathogenic H5N1 avian influenza in Asia
http://veterinaryrecord.bvapublications.com/cgi/content/abstract/157/6/159
Williams, M.D. (2004) Dead Ducks Don't Fly
[i][b]http://www.drmartinwilliams.com/birdflu/birdfluintro.html

postato da: birdingitalynet alle ore 17:26 | link | commenti (2)
categorie: news, puglia, , polli, influenza, aviaria, h5n1, cigni, delta del po, aviare
giovedì, 16 marzo 2006

Influenza Aviaria: fermiamo la strage dei 24 Cigni reali in Puglia

L'OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) lancia una
petizione online contro l'abbattimento programmato da parte del Governo
Italiano di 24 Cigni reali in Puglia a "scopo di studio".

Questa è la pagina dove potete firmare:

http://www.oipaitalia.com/appelli/aviaria_cigni_petizione.htm

La petizione verrà inviata ai seguenti indirizzi:
segreteria.presidente@regione.puglia.it (presidente regione puglia)
segreteria.sviluppoeconomico@regione.puglia.it (vice presidente regione
puglia)
segreteria.ecologia@regione.puglia.it (assessore ecologia)
segreteria.salute@regione.puglia.it (assessore sanità)
seviziocentrale01@corpoforestale.it
urpminsalute@sanita.it
comunicazione@minambiente.it
info@comune.portocesareo.le.it
sindacomanduria@libero.it
urp@provincia.le.it
presidente.giunta@provincia.ta.it
m.demarco@corrieredelmezzogiorno.it
annarita.invidia@caltanet.it
bari@repubblica.it
redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it

(a cui ognuno può comunque scrivere liberamente, con proprie parole, in base
ai propri sentimenti).

Personalmente ho aggiunto le seguenti due frasi alla petizione.

Non esiste un solo caso provato al mondo di trasmissione della variante
altamente patogena dell'influenza aviaria da uccelli selvatici ai polli o da
uccelli selvatici all'uomo. Salviamo i cigni di Puglia, ma salviamo anche i
piccoli allevamenti da misure coercitive, vessatorie, esagerate, inutili e
controproducenti.

Ecco il testo che compare nella pagina principale di Oipa:
http://www.oipaitalia.com/appelli/aviaria_cigni.htm

FERMIAMO L'INUTILE UCCISIONE DI 24 CIGNI SANI!

Il «piano di monitoraggio» ministeriale prevede l'abbattimento, per il
campionamento degli organi, di 24 cigni reali nelle zone
umide delle aree a cavallo tra le province di Lecce e Taranto.
L'OIPA, così come evidenziato anche dall'équipe di esperti designati dalla
Regione Puglia, ritiene che debbano essere messi in atto
tutti i metodi di monitoraggio non cruenti e valutata attentamente la reale
necessità di procedere all'abbattimento dei cigni, che
appaiono attualmente in buono stato di salute e che pertanto non hanno
presumibilmente contratto il virus dell'influenza aviaria.
La nostra speranza è che venga presa una decisione contro l'uccisione dei
cigni.

 

In Puglia non ci stanno ad accettare l'abbattimento dei Cigni

La gente di Puglia, questa straordinaria terra ospitale, crocevia di cento civiltà, si sta mobilitando contro la scellerata proposta dell'abbattimento di 24 Cigni reali da attuarsi nelle oasi e nelle riserve naturali della regione. Le sezioni delle associazioni ambientalistiche stanno ricevendo centinaia di messaggi in questi giorni, molti anche telefonici. Valzano è responsabile della sezione ENPA di un paese in provincia di Lecce, le telefonate di protesta vengono anche da cittadini leccesi. La Lipu ieri ha ricevuto una telefonata dove si proponeva di organizzare una manifestazione a Torre Colimena, andare lì e fare baccano, ma tanto baccano da disturbare i cigni e farli andare via. Questo per più giorni, dalla mattina alla sera, per farli andare via definitivamente. Ieri sera al TG3 pugliese l'assessore regionale alla sanità ha ribadito con fermezza la non condivisione della Regione all'abbattimento dei cigni, che l'Ente da un anno sta monitorando l'avifauna senza abbattimenti, che potrebbero dare l' appoggio necessario solo se le motivazioni fossero di salute pubblica. 
   
Appello per la difesa dei Cigni: a malincuore, via dalla Puglia ma vivi !
 
Questo appello è rivolto a musicisti, poeti, liberi pensatori, sognatori ad occhi aperti , persone di buon senso (e non) a cui stà a cuore la natura e gli animali (con preghiera di massima diffusione):
"Stiamo cercando di organizzare un grande evento, civile e pacifico, nella zona dove si trovano i cigni che il Ministero della Salute ha già deciso di abbattere, nonostante il parere contrario di autorevoli veterinari e dell'Assessorato alla Sanità della Regione Puglia.Vorremmo fare un presidio musicale, una grande session improvvisata aperta a musicisti ,poeti ecc... per intonare un accordo collettivo come  ultimo saluto ai cigni e possibilmente per impedirne l'abbattimento. Non conosciamo ancora la località, probabilmente Torre Colimena ( dove dovrebbero abbatterne 12 ) e nemmeno la data e l'ora precisa dell'appuntamento - tutto sarà comunicato appena possibile - intanto gli interessati si tengano pronti "

Ultima ora: Niki Vendola non autorizza l'abbattimento dei Cigni

Bari, ore 17:44

AVIARIA: VENDOLA NON AUTORIZZA ABBATTIMENTO CIGNI "SOSPETTI"

Nichi Vendola ha deciso di non autorizzare l'abbattimento dei cigni sospetti di aviaria. Il presidente della Regione Puglia ha infatti inviato una lettera al Dipartimento per la Sanita' Pubblica Veterinaria del Ministero della Salute, al Cermas (centro referenza nazionale per le malattie degli animali selvatici) di Aosta e all'Istituto nazionale per la Fauna Selvatica sul tema della cattura dei cigni potenzialmente infetti da virus H5 presenti sugli specchi acquei delle oasi naturalistiche pugliesi. La lettera, inviata anche ai prefetti di Lecce e Taranto e ai servizi veterinari delle AUSL Le/1, Le/2 e Ta/1 precisa che a norma dell'articolo 19 della legge 157/92, "spetta alla Regione autorizzare piani di abbattimento". Sulla scorta del parere dell'unita' di crisi quindi la Regione "intende procedere prioritariamente al perfezionamento del piano di monitoraggio regionale, mediante la cattura e il campionamento dei cigni vivi". Tale programma consentira' alla Facolta' di Medicina Veterinaria dell'Universita' di Bari e agli IZS di Foggia e di Padova di ottenere informazioni relative alla presenza del virus H5N1 nelle secrezioni tracheobronchiali, lacrimali e nei tamponi cloacali e alla presenza di anticorpi specifici anti H5 nel siero degli animali campionati. "Pertanto - scrive Vendola - si dispone che le attivita' pianificate nella riunione del 14 marzo 2006 tra il rappresentante del Cermas, l'Istituto Zootecnico Sperimentale di Foggia e i servizi veterinari regionali e territoriali, inerenti azioni di cattura mediante abbattimento dei cigni, devono intendersi non autorizzate e conseguentemente sospese con decorrenza immediata".

 

postato da: birdingitalynet alle ore 14:38 | link | commenti (1)
categorie: news, puglia, salute, polli, influenza, aviaria, h5n1, cigni
martedì, 10 gennaio 2006

Aviaria: Luana Zanella (Verdi) interroga i Ministri dell’Interno, della Salute e delle Politiche Agricole e Forestali sui traffici venatori con la Turchia

Oggi Luana Zanella ha presentato una Interrogazione a Risposta scritta, per sapere, premesso che: il 10 gennaio 2006 la LAC (Lega Abolizione Caccia) ha reso nota, con un comunicato stampa, la notizia secondo la quale, nonostante l'annunciato blocco della caccia ai volatili selvatici da parte delle autorità Turche (relativamente alle regioni orientali), continuano ad essere organizzati, anche con il supporto logistico di agenzie turistiche specializzate, viaggi venatori da parte di singoli e di gruppi di cacciatori; è purtroppo noto che simili mete sono possibili pagando poco denaro e, avendo amicizie in loco, i divieti di caccia per gli stranieri possono essere comodamente aggirati; la LAC denuncia la pericolosità che "discutibili" certificati veterinari turchi di esportazione della selvaggina abbattuta, possano essere sufficienti per il transito attraverso le frontiere italiane, viste le difficoltà logistiche per l'analisi sanitaria tempestiva degli esemplari selvatici, oggetto delle consuete mattanze venatorie degli stranieri (Italiani in prima fila), che si recano in Turchia per cacciare uccelli acquatici e altri migratori (anatre, beccacce); se il Governo voglia rendere noti tutti i dati delle recenti autorizzazioni al trasporto transfrontaliero di armi da caccia con destinazione Turchia; se non ritenga opportuno informare il Parlamento se è stato effettuato il blocco incondizionato dell'importazione in Italia di selvaggina abbattuta in Turchia e nei paesi confinanti.

postato da: birdingitalynet alle ore 14:37 | link | commenti
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Aviaria, contagio all'uomo più facile del previsto; Sirchia: "Italia impreparata"

Uno studio ha dimostrato che la trasmissione dell’aviaria tra polli e uomo è molto più facile e diffusa del previsto ma anche che in molti casi questo contagio non porta altro che a lievi sintomi influenzali . L’incidenza della malattia è però più alta del previsto tra gli uomini. Lo rivela un’indagine pubblicata sugli Archives of Internal Medicine e diretta da Anna Thorson del Karolinska Institutet di Stoccolma. Gli esperti hanno considerato tra l’inizio di Aprile e la fine di Giugno nel 2004 un campione di 45478 abitanti del distretto di FilaBavi in Vietnam. Il Vietnam è stato tra i paesi più duramente colpiti dal virus H5N1, con 87 persone contagiate, 38 decessi e 1838 focolai d’infezione nel pollame verificati nel Luglio dell’ultimo anno (2005). Gli esperti hanno somministrato un questionario ai partecipanti per verificare il grado di contatto con il pollame, lo stato socio-economico delle persone intervistate, il loro stato di salute. È emerso che 8149 individui (17,9 per cento del campione) hanno riportato sintomi influenzali, 38.373 persone (84,4 per cento del campione) aveva pollame, 11.755 individui (25,9 per cento del campione) ha avuto casi di infezione o morte di pollame nella propria abitazione. Lo studio evidenzia il fatto che il contatto diretto con pollame malato o morto è associato a un rischio di contagio maggiore rispetto a quanto ritenuto finora ma che poi molte delle infezioni non sono affatto gravi e mortali come i casi di vittime di H5N1 documentati e resi noti con un certo allarme la cui notizia ha fatto presto il giro del mondo. Tuttavia, hanno concluso gli autori, è innegabile che l’incidenza della malattia sia più alta del previsto tra gli uomini. A fronte di tutto ciò, l'ex Ministro della Salute Girolamo Sirchia, silurato dalla sua stessa componente politica a acusa del suo impegno contro il fumo, ha dichiarato che "L'Italia è impreparata contro linfluenza aviaria. Negli anni scorsi abbiamo scongiurato l'arrivo della Sars con misure straordinarie di sorveglianza. Adesso, invece, stiamo commettendo degli errori gravissimi, primo fra tutti non fare subito nelle Asl le esercitazioni anti-pandemia." In un'intervista a La Stampa Sirchia spiega perche non si sta facendo abbastanza mentre il virus H5N1 è ormai alle porte. Secondo l'immunologo ed ematologo, per fermare il virus dei polli è piu utile la prevenzione dei farmaci antivirali, la cui reale efficacia sull'uomo e tutta da verificare. Quella contro l'influenza aviaria è una corsa a ostacoli - avverte Sirchia - Non ce un minuto da perdere, bisogna muoversi subito per isolare i possibili focolai, perche non basta prenotare dosi di farmaci e vaccini per la cui produzione serviranno mesi. Per l'ex responsabile della Sanita italiana, il piano nazionale contro la possibile pandemia da aviaria va verificato nel concreto. Non si blocca il contagio con un progetto che resta sulla carta. Sirchia sostiene che il monitoraggio degli allevamenti di polli è determinante e deve avvenire a tappeto. Ora i dati epidemiologici sono insufficienti, è indispensabile una mobilitazione eccezionale di personale e mezzi, perche l'Italia e tuttaltro che al sicuro. In Veneto ci sono gia stati casi di contagio provocati da altri ceppi di virus aviari. Incombe il pericolo che l'H5N1 segua strade analoghe e se il virus mutasse riuscendo a passare da uomo a uomo sarebbe rischiosissimo. Secondo Sirchia, il coordinamento della Commissione europea non è sufficiente. Gli interessi nazionali - dice - prevalgono colpevolmente sulla difesa della salute pubblica. Il cordone sanitario è tutto da dimostrare. Le chiave per capire se il piano anti-pandemia funziona davvero sono per l'ex ministro le simulazioni di emergenza. Perche è assurdo - aggiunge - mettere alla prova la macchina dei soccorsi a epidemia gia in corso. Ma il punto piu debole della strategia anti-aviaria è quello che riguarda il coordinamento degli interventi. Non e abbastanza chiaro a chi spetti il compito di dirigere le operazioni e come debbano svolgersi i soccorsi sanitari per arginare il contagio. Profilassi e trattamento hanno zone dombra - conclude Sirchia - quindi non aver ancora accertato sul campo i dettagli operativi del cordone sanitario puo costare carissimo.

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lunedì, 09 gennaio 2006

Aviaria in Turchia, reazioni in Italia

In Turchia si diffonde inesorabilmente il virus, e assieme ad esso anche la psicosi, di influenza aviaria: dopo i primi decessi, individuati questa settimana nell'est del Paese, tre persone sono state ricoverate oggi nella capitale Ankara, mentre nuovi casi umani, soprattutto bambini, o del pollame vengono individuati ora dopo ora. Sono in tutto sette persone ad essere risultate positive oggi all'influenza aviaria, tra la Turchia orientale e la capitale Ankara, e almeno cinque di loro hanno contratto il virus altamente patogeno H5N1, secondo le autorità sanitarie turche. In base ai test preliminari in Turchia il ceppo più pericoloso del virus è stato riscontrato sui tre ricoverati a Ankara, due fratellini e un adulto (i primi casi fuori dalle province orientali), ma anche su un ragazzino di 8 anni. Un altro bimbo di cinque anni, ricoverato a Corum, a 240 chilometri ad est di Ankara, è risultato positivo al virus H5N1 (che ha ucciso almeno due adolescenti e forse tre nella Turchia orientale), anche secondo i test condotti dal laboratorio britannico di Colindale, come riferisce un funzionario locale. Anche un fratello e una sorella, ricoverati a Van, dove si trova la maggior parte dei pazienti, sono risultati positivi all'influenza, secondo le autorità, ma dovrà essere confermato se si tratta del ceppo più pericoloso o di una variante. Decine di persone, che recentemente sono state a stretto contatto con il pollame, sono state ricoverate in tutta la Turchia con sintomi influenzali e potrebbero aver contratto il virus.Intanto gli operatori sanitari stanno incontrando notevoli difficoltà nel sequestrare il pollame agli abitanti dei villaggi colpiti, molti dei quali non credono che i loro animali abbiano contratto la malattia. Il laboratorio britannico di Colindale, punto di riferimento dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, ha confermato ieri che il decesso di due fratelli, il ragazzo 14enne morto domenica scorsa, Mehmet Ali, e la sorella Fatma, 15 anni, morta tre giorni fa, residenti a Dogubayazit, a 60 chilometri dalla città di Aralik, Anatolia orientale, è stato causato dal ceppo H5N1 del virus. Ieri, inoltre, sarebbero stati registrati nuovi casi di influenza aviaria anche nella Turchia occidentale: neipressi della città di Bursa, e a sud di Istanbul, dove il virus dell'influenza aviaria e' stato scoperto in pollame morto. Una conferma che il virus in Turchia si sta propagando da est verso ovest, vale a dire verso l'Europa. Esami su campioni prelevati da carcasse di polli nel quartiere di Kucukcekmece, sul versante europeo di Istanbul, sono risolutati positivi al'influenza aviaria. Ma, come ha precisato il portavoce del ministero dell'Agricoltura, Faruk Demirel, deve essere accertato se si tratta del ceppo H5N1, letale per gli umani, responsabile la settimana scorsa delle morte di due adolescenti nella regione orientale. In mattinata erano stati riferiti nuovi focolai in altre due aree occidentali della Turchia: due villaggi della provincia di Zonguldak, sulla costa del Mar Nero, e nella provincia di Yozgat, circa 200 chilometri a est di Ankara. Finora le autorita' turche hanno confermato focolai di aviaria nel pollame in 10 delle 81 province del Paese. «Preoccupano i casi di contagio di influenza aviaria nell'uomo vicino Ankara». Lo ha detto il ministro della salute Francesco Storace che ha convocato per oggi un vertice al ministero con gli esperti del centro per il controllo delle malattie e il dipartimento per la veterinaria. «È pur vero - ha sottolineato il ministro - che si tratta di contagi da animale a uomo, ma questo non significa che si debba essere meno preoccupati. Noi abbiamo preso da tempo numerose misure e speriamo che siano sufficienti». Secondo l'ex Ministro della Salute, Sirchia, l'Italia è invece impreparata ad affrontare una eventuale emergenza Aviaria.

postato da: birdingitalynet alle ore 07:23 | link | commenti (1)
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