Beppe Grillo a Porto Viro (Ro) ha parlato, tra le altre cose, delle Centrali Elettriche a Biomasse. Ecco cosa scrive il Gruppo Verdi di Conselice (Ra) su una di queste centrali da realizzare nel loro territorio.
Il progetto "Motori Unigrà" per la realizzazione di una centrale ad olio da 49,6 Mw elettrici è uno dei progetti di centrale a biomasse più grande d'Italia. La realizzazione dell'opera a nord di Conselice renderebbe la ciminiera dei fumi, alta 55 mt., chiaramente visibile dall'oasi di Campotto che dista pochi chilometri in linea d'aria. L'Oasi di Campotto (SIC; Sito di Importanza Comunitaria) costituisce, per l'avifauna acquatica, una delle aree più importanti della Regione e dell'Italia. Sono segnalate 60 specie di interesse comunitario, delle quali 24 nidificanti, e 145 specie migratrici, delle quali 84 nidificanti. Sul progetto della centrale, all'interno della procedura di valutazione di impatto ambientale, da parte della Regione Emilia Romagna, non è stata richiesta la Valutazione d'Incidenza ai sensi della Direttiva Habitat 92/43 CEE e della Legge Regionale n. 7 del 2004 (conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatica), né la Regione ha inserito all'interno della Conferenza dei Servizi, che valuterà l'opera in questione, l'Ente Parco del Delta del Po. Non è possibile che ci si dimentichi di importanti leggi e direttive comunitarie per agevolare un progetto di centrale elettrica. Si produrrà energia elettrica da olio di palma importato dal Sud - Est asiatico e ciò non è di nessuna utilità per il bilancio energetico italiano, né tanto meno per la riduzione della CO2 (gas effetto serra) in quanto la coltivazione della palma da olio è ottenuta in seguito al disboscamento delle foreste tropicali. L'obiettivo della ditta proponente è quello di incassare il triplo per l'energia prodotta e venduta all'ENEL, attraverso il mercato dei certificati verdi finanziato con i fondi accantonati sulle bollette degli utenti. Questi fondi dovrebbero essere destinati alla produzione di energia da fonti rinnovabili che abbiano come obiettivo il miglioramento del bilancio energetico italiano e la riduzione della CO2, peculiarità che il progetto Unigrà non ha assolutamente. La Regione Emilia Romagna deve quindi prendere atto della necessità di comprendere, nella valutazione di impatto ambientale dell'opera in questione, il parere dell'Ente Parco del Delta del Po.
A CHI GIOVERA'?
Ad Unigrà che, grazie ai fondi accantonati con le nostre bollette, si riempirà le tasche incassando il triplo per l'energia prodotta e venduta all'ENEL.
E TUTTI NOI, COSA AVREMO IN CAMBIO?
- Inquinamento dell'aria: ossidi di azoto, polveri sottili ed altre emissioni dannose alla salute, cancerogene e letali (non si esclude anche presenza di diossina);
- Svalutazione di case e terreni nei territori interessati;
- Effetti negativi sull'agricoltura e l'allevamento, soprattutto per chi produce o vorrà produrre con metodi biologici e di alta qualità;
- Aumento del traffico per trasportare con autotreni gli oli da bruciare, dal porto di Ravenna, e altre sostanze per il funzionamento della Centrale, come ammoniaca;
- Effetti negativi per l'Oasi di Campotto (SIC: Sito di Importanza Comunitaria)
- senza un reale bisogno, dato che la provincia di Ravenna produce già più del 50% dell'energia dell'intera Emilia Romagna;
- senza vantaggi per i nostri coltivatori, dato che gli oli verranno importati dal sudest asiatico ed, anzi, disboscando e distruggendo le foreste tropicali.
Tutto questo in netto contrasto con il Piano Territoriale della Provincia di Ravenna per le nuove centrali elettriche, col Protocollo di Kyoto per la riduzione dei gas serra, con direttive CEE e leggi nazionali per la protezione dell'habitat naturale e con il piano ARPA per il risanamento della qualità dell'aria del nostro territorio. Dato che già si superano le soglie di alcuni inquinanti, ci aspetteranno le giornate a targhe alterne, come ipotizzato in assemblea dal nostro sindaco ?
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Per info: tel 329.7137884 - 328.4920128 - 328.2652946
CASTA - Comitato Alternative per la Salute, Territorio e Ambiente col sostegno di: WWF, Greenpeace, Legambiente, Social Forum Bassa Romagna,
L'Altritalia Conselice, Ravenna viva, Italia Nostra, Aneat, Rete Italiana per la decrescita.