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martedì, 10 gennaio 2006

Padova, Colli Euganei, possibile la convivenza fra rocciatori e Falco pellegrino ?

Dall'inizio del millennio, il Falco pellegrino Falco peregrinus nidifica su Rocca Pendice, una falesia nel Parco Regionale Veneto dei Colli Euganei utilizzata dai rocciatori da svariati decenni. All'inizio emerse una incompatibilità fra rapaci e rocciatori, con vicende alterne ed abbandono dei nidi da parte dei Falchi. Nel 2003 la coppia di Falchi andò a nidificare in zona diversa da quella usuale. Anche nel 2004 il Falco pellegrino nidificò a Rocca Pendice. Allora furono messe in cantiere misure per proteggerne la riproduzione, almeno fino al mese di maggio,vietando l'arrampicata in un tratto della vasta parete, ma tale restrizione non diede i risultati sperati ed i Falchi abbandonarono il nido, molto probabilmente perchè disturbati da rocciatori irrispettosi del divieto. Fu quindi raggiunto un accordo fra Ente Parco Regionale Colli Euganei, LIPU, Sezioni CAI di Padova ed Este, con la volontà espressa di mettere in opera delle iniziative idonee a risolvere in maniera definitiva il problema del disturbo ai nidi. Sulla scorta di esperienze estere, l'Ente Parco pensò alla possibilità di creare dei posatoi artificiali in siti più tranquilli, come le cave dismesse, in modo da riuscire a "pilotare" la nidificazione verso aree alternative. Nel 2005, ripresentandosi il problema, il presidente dell'Ente Parco Colli Euganei dispose il divieto, fino a tutto 30 maggio, di arrampicare sull'intera parete est di Rocca Pendice. Il divieto, deciso dopo aver consultato le locali sezioni del CAI e della LIPU. Per non incorrere in possibili sanzioni da parte della Commissione Europea ( la zona è infatti soggetta a tutela ai sensi delle direttive n. 79/409 e 92/43 CE ), l'Ente Parco si è perciò visto costretto ad adottare misure più drastiche rispetto a quelle prese in precedenza. Rimase liberamente arrampicabile anche nel periodo in questione l'intero versante ovest di Rocca Pendice, le cosiddette "Numerate. Nonostante il divieto, domenica 22 maggio 2005 erano presenti scalatori sulla parete est di Rocca Pendice sia al mattino che al pomeriggio, come si vede in questa foto. Su questo forum si possono leggere le reazioni dei rocciatori al divieto: "peccato, era così bello arrampicare con il falco che girava su in parete e salutava con il suo dolce verso", ed ancora: "come già suggerito: copar i falchi e magnarli coa poenta. cussì no resta gnanca e prove del misfatto", oppure: "L'avevo detto, a suo tempo, che era meglio andare a tirarlo giù e farsi un bello spiedo, del falchetto", "Se mi tolgono anche Rocca Pendice proprio nel periodo migliore, che cavolo faccio nei pomeriggi di primavera dopo il lavoro ?". Qualcuno finge di ignorare che gli arrampicatori hanno provocato più volte l'abbandono del nido in passato: "Mi ricordo benissimo quando lo abbiamo visto per la prima volta circa 3 anni fa e mi sembra che da allora, rispettando il divieto di fare le vie lunghe che passano vicino al nido, abbia più che prosperato e figliato", qualcuno minimizza: "Da una parte l'ente parco e la LIPU che scatenano queste ridicole guerre contro gli arrampicatori" oppure ammette la tendenza degli arrampicatori ad infrangere i divieti: "Dall'altra qualche (...) arrampicatore che, nonostante i divieti parziali dell'anno scorso, ha continuato ad arrampicare anche nelle zone proibite in vicinanza del nido." Infine c'è chi accetta la possibilità che ad andarsene siano gli arrampicatori, che possono trovare sugli Euganei altre pareti: "Sarebbe più opportuno dare un'alternativa (più o meno valida) ai climbers. Io penso che la richiodatura del Monte Pirio potrebbe costituire una nuova possibilità di arrampicare negli Euganei a due passi dalla città. Lo so che non è come come Rocca Pendice che le vie son più brevi 3 tiri circa e tutto quello che volete; ma almeno si potrebbe recuperare dall'oblio un bel posto adatto anche ai corsi e in ogni caso aumentare la "superficie arrampicabile" nei periodi di divieto." Nonostante questo parere, la tendenza è invece di favorire il contrario: è il Falco che se ne deve andare: infatti, per indurre il Falco a nidificare lontano dalle vie ferrate della parete Est di Rocca Pendice, sono state allestite recentemente alcune cassette-nido. Nei giorni scorsi, i rocciatori del Soccorso alpino del Cai di Padova si sono spinti fin sulla "Punta della Croce", uno sperone roccioso che si trova a sinistra della parete Est di Rocca Pendice, per ancorare alla trachite, la dura roccia che costituisce la falesia, utilizzando delle staffe in ferro, un nido artificiale prodotto dall'Ente Parco, dove si spera che il Falco pellegrino vada a deporre le uova. In tutta questa vicenda corre l'obbligo di sottolienare come i ragazzi della Lipu di Padova, fra mille difficoltà e critiche, stiano monitorando la situzione, proponendo di volta in volta soluzioni che pongano come prioritaria la conservazione della coppia nidificante dello splendido rapace. Una curiosità: Rocca Pendice ospita una nutrita colonia di Ghiri Glis glis. Ultima ora: leggete l'intervento di Francesco Miazzi Consigliere dell'Ente Regionale Parco dei Colli Euganei  pubblicato da Contrade a venire.




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