B.I.N. 2006

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lunedì, 16 luglio 2007

Con Christian Lorenzati a piedi dalle sorgenti al Delta del Po
 
Il Meetup de Gli amici di Beppe Grillo di Cuneo e provincia promuove l'iniziativa " COMUNI A 5 STELLE" sponsorizzando la camminata di Christian Lorenzati che dalle sorgenti del Po arriverà sino alle foce. Al link ulteriori info circa l'iniziativa. Di seguito trovate gli aggiornamenti...e ci raccomandiamo: se vedete Christian dalle vostra parti (segue l'elenco delle tappe, cercate quelle in cui transiterà più vicina a voi) sostenetelo, parlategli dei problemi del Po nella vostra zona e soprattutto aiutatelo nel cercare riparo per la notte visto che dal suo resoconto pare che la cosa sia stata problematica a Carignano (TO). (GUARDA L'ALBUM FOTOGRAFICO)
 
Il percorso
La partenza è stata come da programma sabato 7 luglio alle 9,30 da Pian del Rè Crissolo (Cuneo). Le tappe proseguiranno secondo il percorso giornaliero stilato sulla carta dal camminatore.
Lunedì 16 luglio 2007: Casalmaggiore - Borgoforte (Mn) (48 km)
Martedì 17 luglio 2007: Borgoforte - Ostiglia (Mn) (40 km)
Mercoledì 18 luglio 2007: Ostiglia - Occhiobello (Ro) (43 km)
Giovedì 19 luglio 2007: Occhiobello - Crespino (Ro) (31 km)
Venerdì 20 luglio 2007: Crespino - Mazzorno (Ro) (30 km)
Sabato 21 luglio 2007: Mazzorno - Taglio di Po (Ro) (14 km)
Domenica 22 luglio 2007: Taglio di Po - Pila (Ro) (29 km).
Sulla foce del Po di Pila, nel comune di Porto Tolle (Rovigo) è previsto l'arrivo.

Chi è Christian Lorenzati ?

Christian Lorenzati, 33 anni, di Bagnolo Piemonte, ha all'attivo una lunga serie di imprese sportive amatoriali che coltiva con grande dedizione nel tempo libero. E' appassionato di nuoto, mountain bike, canoa, rafting, bungee jumping e paracadutismo. Negli ultimi anni ha corso numerose maratone, tra cui quella di New York. Quest'anno ha completato con successo la 100 chilometri del Passatore. E' stato artefice del giro del periplo d'Italia a piedi, lungo le coste da Ventimiglia a Trieste, per un totale di 3.300 chilometri percorsi in due mesi.

Come tenersi aggiornati sull'iniziativa
Su internet, visitando il sito
www.viapo652.it
Telefonicamente, per giornalisti e media, con l?opportunità di contattare l'ufficio stampa (348.7080381) o di parlare con Christian Lorenzati (349.5542930).
Al termine dell’iniziativa sarà realizzato un documentario filmato, grazie alle riprese che Christian effettuerà lungo il percorso. L'idea è di realizzare un reportage filmato che fissi nel tempo ambienti, volti e parlate dei luoghi e della gente del Po.

I partners

Hanno sostenuto l'organizzazione dell'iniziativa: la Gazzetta di Saluzzo, settimanale d'informazione locale, Camminare, rivista periodica, la Provincia di Cuneo, il Parco del Po Cuneese, la Comunità Montana Valli Po-Bronda-Infernotto, Coldiretti e Confcooperative, il Consorzio Pietra di Luserna, le imprese Alpe, Domus Immobiliare, Mario Bois Comunicazione, e le organizzazioni Meetup di Beppe Grillo e LVIA "Acqua è vita".
In particolare il "Meetup di Beppe Grillo", nella zona di Cuneo, è attivo nell'operazione COMUNI A 5 STELLE", che propone un censimento sulla qualità di vita nei vari comuni sul territorio, analizzando la qualità di singoli aspetti, attraverso l'esame diretto da parte dei cittadini: fra questi è appunto l'acqua.
La LVIA promuove la sua campagna "ACQUA È VITA" . Recentemente la Lvia ha navigato il Po su una Panda anfibia Terramare, realizzata da Maurizio Zanisi. Lo scopo? Fare "rumore di solidarietà" per garantire il diritto all’acqua delle popolazioni del Mali che vivono lungo il fiume Niger. Per ulteriori informazioni sulle iniziative di solidarietà di Lvia è possibile consultare il sito
www.lvia.it
 
1° TAPPA PIAN DEL RE - SALUZZO
Sabato 7 luglio 2007 -
Partito sabato 7 luglio alle 9,30 da Pian del Re, supportato dagli organizzatori dell'iniziativa (il settimanale Gazzetta di Saluzzo, la rivista Camminare, il Parco del Po Cuneese e la Comunità Montana Valli Po Bronda Infernotto), dopo una splendida giornata di sole, ha raggiunto verso le 17,30 il centro di Saluzzo, dove è stato accolto anche da Coldiretti, Confcooperative, partners nell'organizzazione, e Legambiente.

AGGIORNAMENTO 2° TAPPA SALUZZO - CARIGNANO
Domenica 8 luglio 2007
 
Tappa più impegnativa, che l'ha visto partire all'alba e spostarsi, sempre lungo il corso del Po, da Saluzzo a Carignano: tratto faticoso l'ultima parte dell'itinerario da Pancalieri a Carignano, sotto il sole, con clima particolarmente afoso. Christian è in perfetta forma: «Sabato ho riportato una piccola storta, scendendo da Pian del Re, ma nulla di grave. Era dovuta allo sbilanciamento dello zaino. Ho faticato un pò a trovare ospitalità a Carignano, dove, alla fine, sono stato molto gentilmente accolto per cena e alloggio dalla comunità Giovani Insieme. Ho visto oggi scene molto interessanti relative alla fauna del grande fiume, tutto documentato sul mio diario e con le mie riprese».

AGGIORNAMENTO 3° TAPPA CARIGNANO-CHIVASSO
Lunedì 9 luglio 2007 - Partenza: ore 5 - arrivo: ore 16

"Prima d'oggi avevo sempre soltanto visto il Po dai Murazzi, e non ne avevo un'ottima impressione. Oggi ho avuto occasione di apprezzare il Po da Carignano a Chivasso, e devo dire, che, se si fa eccezione per i soliti rifiuti sparsi, il suo stato di salute è buono, ed il paesaggio è veramente molto bello». Così commenta la terza tappa Christian, che, stamattina, è partito all'alba da Carignano, imboccando per lo più percorsi ciclabili poco lontani dal corso del fiume. Ha imboccato il territorio del Parco del Po Torinese, dove ha incrociato due "compagne" di viaggio, due tartarughe, che a bordo di un pezzo di legno stavano cercando di attraversare il fiume. «Per colazione focaccia e pizza, perché essendo partito presto avevo un vuoto nello stomaco»... cibi così appetitosi che Christian arriva a Chivasso dimenticandosi addirittura di pranzare! Lungo il percorso incontra a San Mauro due signori che gli chiedono: «Come mai sono scomparsi i gabbiani dal Po? Un tempo ce n'erano moltissimi!» e auspicano la realizzazione di una lunga pista ciclabile che colleghi le sorgenti alla foce del grande fiume... 652 chilometri da collegare sono tanti, ma mai disperare! Ora Christian è a Chivasso, si riposa al Ritz per poi ripartire domattina alla volta di Casale Monferrato".
 
AGGIORNAMENTO 4° TAPPA CHIVASSO-CASALE MONFERRATO
Martedì 10 luglio 2007 - Partenza: ore 5 - arrivo: ore 17,15

Dopo una buona nottata di riposo al Ritz di Chivasso, è nuovamente ora di partire. «Chivasso è una bella città - dice Christian - ed è molto attenta alla raccolta differenziata dei rifiuti, con cassonetti che si trovano ovunque». Stamattina ad attendere il nostro camminatore (nonché prezioso osservatore) c'è un lungo percorso su strada, dove l'asfalto e il traffico allontanano un po' geograficamente e mentalmente l'immagine del Po. Per fortuna il tempo è bello e le zanzare - a detta di Christian - sono clementi. Ma, dopo i lunghi chilometri grigi e interminabili, ecco una telefonata propizia. E' Giovanni del "meetup" di Beppe Grillo di Casale, che abita a Pontestura, e che offre a Christian due graditi omaggi: preziosi consigli per imboccare una deliziosa strada sterrata ciclabile e, arrivato a Pontestura, pranzo alla piemontese con pasta e bollito. Ma le sorprese da parte degli amici di Beppe Grillo di Casale non sono ancora finite. Infatti, poco dopo le 17, lo attendono a Casale, prenotano per Christian in un hotel a prezzi stracciatissimi, e festeggiano l'arrivo del camminatore cenando con lui.
 
AGGIORNAMENTO 5° TAPPA CASALE MONFERRATO-CORNALE
Mercoledì 11 luglio 2007 - Partenza: ore 7 - arrivo: ore 17,30

Parte "tardi" stamattina Christian, perché attende l'arrivo di Claudio Bruno, l'operatore video, che inoltre porta a Christian un po' di rifornimenti: magliette nuove e pantaloncini. Telecamera attiva alla partenza dal centro di Casale, e poi in più punti interessanti. «Abbiamo filmato la zona delle risaie, il Po in più punti, e ci siamo diretti anche sul ponte di Valenza, un "extra" dove non sarei passato direttamente, ma che abbiamo voluto documentare» dice Christian. Una sostanziosa mangiata in trattoria lungo il Po con spaghetti all'amatriciana e gamberetti. Giunto a Cornale, solita routine a caccia dell'hotel, ed anche questa volta Christian ha la fortuna di incontrare persone gentili e collaborative. Questa volta è Giovanni Freddi ad aiutarlo. Giovanni abita a Sannazzaro de' Burgundi, ma ha la suocera che vive a pochi passi dall'arrivo di Christian. Per cui porta il camminatore con sé per fargli fare un paio di telefonate, e, alla fine, lo accompagna direttamente sul posto, in hotel a Casei Gerola. Una bella doccia, ci voleva! Una pizza in paese e via, a dormire.
 
AGGIORNAMENTO 6° TAPPA CORNALE-SPESSA
Giovedì 12 luglio - Partenza: ore 5 - arrivo: ore 18,15


Lunga tappa nel pavese per Christian, che segnala un forte bruciore al collo dovuta all'ustione del sole preso il giorno prima. Tratto di percorso interessante per parecchi motivi: la stretta vicinanza col Po in molti punti, che ha consentito a Christian di effettuare interessanti riprese sull'argine, e le caratteristiche "case sulle ruote" di Mezzanino, un obiettivo che il camminatore si era prefissato di raggiungere fin dalla partenza. «E così le ho trovate!», in una giornata che, invece, sembrava non favorire molto l'orientamento nelle strade secondarie. Christian ha perso la via giusta e si è ritrovato in un campo di mais, appena irrigato, con i piedi nel fango. Questo gli è costato fatica e qualche chilometro in più, ma poi il piemontese ha ritrovato la retta via. Giunto a Rea, ha tentato di rifornirsi d'acqua, ma ha tristemente scoperto che in quella località l'ultima trattoria ha chiuso tempo fa e non ci sono fontane a disposizione. Si resta a bocca asciutta e si continua. Non disseta ma incoraggia, a Portalbera, la telefonata di "Sciambola", il programma di Radio Deejay, che intervista Christian in diretta, con le voci di Albertino, Roberto Ferrari e Dj Angelo. Ma le peripezie della giornata non sono ancora finite. Giunto a Spessa, un uomo gli indica l'hotel - che secondo la redazione della Gazzetta era situato in via Pavia - dicendogli che si trova a 500 metri, ma in realtà la direzione è sbagliata, e Christian deve fare marcia indietro. Sulla via, stavolta quella giusta, una signora gli indica che mancano 300 metri... in realtà sono tre chilometri! Che, con le interruzioni di rotta, portano ben oltre cinquanta i chilometri della giornata.
 
ECCO IL RESOCONTO DEL SOGGIORNO DI CHRISTIAN A PIACENZA (7° TAPPA)
Venerdì 13 luglio 2007

Incontro con Cristian a Piacenza presso associazione M.A.P ass.Motonautica Piacenza.
In riva al Po abbiamo incontrato il Sig.Onesti Direttore Confcooperative Piacenza.
che ci ha informato che a Ottobre ci sarà proprio quì a Piacenza una Manifestazione Nazionale che tratterà temi riguardo al recupero balneare del Po,alla sua valorizzazzione e alla possibilità di avere il mare quì a casa nostra, alla navigazione interna.
Prossimamente aggiungerò particolari riguardo l'evento di ottobre. Facendo conoscere che seppure in sordina molte persone si interessano dell'arte di vivere e ai problemi riguardo l'inquinamento dei fiumi. Lasciato il sig.Onesti e le gentilissime persone del circolo Motonautica abbiamo rilasciato intervista  a Teleducato con videoripresa e a Teleliberta con Intervista. Piu tardi dopo una doccia ristoratrice, in seguito a una camminata di 50 Km ci voleva "dice Christian. Ci siamo poi scambiato esperienze di vita vissuta davanti a un bella cena con un corposo Cabernet Sauvignon. Una nottata di riposo e alle 5,20 ripartenza dal ponte dell'alta velocità sul lato nord del fiume. Questo per il momento è tutto.
PS. Idea da far girare: Se qualcuno è in ascolto, dato che in vari tratti non è possibile percorrere la camminata vicino al Fiume, sarebbe veramente gentile che qualcuno potesse far percorre a Christian un tratto di fiume in Barca,per dar sollievo alle gambe e conoscere alcune parti diversamente visibili, questo a vantaggio di tutti quelli che poi potranno godere del video che sarà realizzato, sia da riprese da lui che da un'operatore professionista
che a tappe lo raggiunge quà e là.
[Genio]
 
Fonte: Meetup de Gli amici di Beppe Grillo di Cuneo e provincia e Meetup de Gli amici di Beppe Grillo di Ferrara
venerdì, 15 dicembre 2006

Attivisti di Greenpeace penetrano nella Centrale di Porto Tolle (Ro)

 

 

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martedì, 27 giugno 2006

Vademecum dell'ambientalista: "C'è l'estate, c'è il calcio, ma io mi preparo ed ho già messo in agenda che il 9 settembre sarò nel Delta del Po a protestare contro la caccia !"

Attenzione: le associazioni ambientalistiche, in occasione della prossima apertura della stagione venatoria 2006/2007 stanno organizzando una manifestazione nel Delta del Po per il 9 settembre 2006 probabilmente a Porto Tolle (Rovigo), ma  prima tra il 9 e il 20 agosto gireranno l'italia con un camper per dare inizio alla campagna "in viaggio contro al caccia" che si ripeterà ogni anno, con il camper giallo il colore del sole che genera la vita. Saranno effettuate 4 tappe in italia: 1. Valli Bresciane  2. Lazio 3. Stretto di Messina 4. Delta del Po, con una mostra itinerante di 20 pannelli con foto su caccia di frodo; saranno inoltre filmati i luoghi dove avvengono i massacri, e saranno organizzati degli incontri con le associazioni locali che lottano contro il fenomeno e ad ogni sosta ci sarà una conferenza stampa, il tutto per denunciare e per pubblicizzare la manifestazione nazionale del 9 settembre 2006.

lunedì, 30 gennaio 2006

La Manifestazione di Pila del 29 gennaio, così sui giornali: "500 persone alla Manifestazione contro la caccia"

pila-wwf«Nel delta del Po, principale area di passaggio e svernamento di molteplici specie di uccelli, la mattanza dovuta alla caccia è sempre più evidente. Centinaia di migliaia vengono abbattuti dai cacciatori nascosti nei canneti in bunker ben mimetizzati». Inizia così il comunicato della Lac (Lega per l'Abolizione della Caccia), pubblicato dal Gazzettino Rovigo il 13 gennaio, che con la collaborazione del coordinamento delle associazioni animaliste venete ha organizzando la manifestazione che si è tenuta il 29 gennaio in concomitanza con la fine della stagione venatoria, nell'estremo Delta, a Pila, famosa oltre che per la pesca, anche per l'elevato numero di cacciatori. «Questo tipo di caccia - continua la Lac - si svolge in un parco esistente sulla carta ma carente nelle strutture didattiche e nella tutela delle specie migratorie e svernanti, e, soprattutto, con poche aree interdette alla caccia. In particolare le aree di grande interesse naturalistico, private o demaniali, sono rese inaccessibili al pubblico dalle aziende faunistico-venatorie private, in cui inoltre grazie a regolamenti capestro provinciali e regionali, i controlli e le iniziative delle guardie venatorie sono in pratica impediti». Solidale, in merito ai contenuti espressi da chi ha organizzato la manifestazione, si era pronunciato il Wwf provinciale. «Siamo a disposizione – diceva il rappresentate Wwf Eddi Boschetti - a fornire tutti i nostri dossier bracconaggio nel Delta, raccolti in questi anni, ed eseguiti dalle nostre guardie volontarie». «Sicuramente – dichiarava Eddi Boschetti - porterebbe benefici a tutti, associazioni animaliste e venatorie, se ci fosse un riconoscimento del Delta come zona "Ramsar" d'importanza internazionale, per il semplice fatto che verrebbero a crearsi ambienti più chiari e facili da gestire». Il comunicato della Lac proseguiva ponendo l'accento sulla fragilità di un ecosistema unico per la presenza di animali appartenenti a specie protette in cui, «le condizioni di illegalità e impossibilità di controllo finora descritte risultano in un equilibrio irreparabilmente compromesso». «Per questo motivo - chiudeva la Lac - si chiede che il Delta del Po possa tornare in futuro al suo scopo originario di zona di ricovero e protezione di migliaia di uccelli migratori, il che impone il totale divieto di caccia ».

Il Gazzettino Rovigo del 22 gennaio riportava inoltre: “La situazionene nel Delta dela Po è da Far West". La Lav (Lega antivivisezione) e l'associazione Animal Freedom ponevano l’accento su «i gravi rischi per il paesaggio del Delta, dove le regole minime non sono rispettate e i bracconieri utilizzano richiami elettromagnetici vietati.” Inoltre “L'ambiente viene inquinato con migliaia di tonnellate di piombo che ristagnano nelle zone allagate», spiegava Sandro Guolo della Lav di Rovigo. «La manifestazione sarà di carattere nazionale per protestare contro l'assenza di controlli: vogliamo impegnarci a salvare il Delta del Po dai capanni, dai calibro 12 e dal massacro senza regole». La Lav e le associazioni animaliste definivano il Parco Delta del Po «un parco senz'anima, perché esiste sulle cartine ma è carente di tutela, non ha un presidente perché commissariato, è senza strutture didattiche e sentieri: una situazione che dimostra come gli interessi venatori continuino a predominare». Gli animalisti avrebbero protestato perché «le aree di maggior interesse naturalistico, private o demaniali, sono rese accessibili dalle aziende faunistico-venatorie solo a un pubblico di cacciatori». 

Ancora il Gazzettino Rovigo scriveva il 26 Gennaio: «Il Delta è un esempio di pessima gestione venatoria, in un'area di altissimo valore ambientale e faunistico, dove il bracconaggio la fa da padrone», riportando una denuncia del consigliere regionale dei Verdi Gianfranco Bettin, che presentava la manifestazione del 29 a Pila, indetta dalle associazioni aderenti al Coordinamento Protezionistico Veneto (Enpa, Lac, Lav, Lipu, Una e Wwf) per discutere e affrontare i problemi legati alla caccia nel Delta e in Italia. Le stesse associazioni propongono l'abolizione del quorum della metà più uno per poter organizzare un referendum contro la caccia «senza che l'astensionismo vanifichi tutto». E invitavano alla manifestazione le forze politiche locali, i parlamentari e i candidati nella prossima campagna elettorale, il presidente della Provincia Federico Saccardin e l'assessore provinciale alle Risorse faunistiche Gino Sandro Spinello, gli assessori e i consiglieri della Regione, il commissario dell'Ente Parco. Perché «il paesaggio del Delta corre gravi rischi», visto che «le regole minime non sono rispettate e i caccia tori bracconieri fanno razzia di tutto ciò che passa sulle loro teste, utilizzando richiami elettromagnetici vietati. E inquinando l'ambiente con migliaia di tonnellate di piombo». L'invito a Pila non è stato rivolto ai rappresentanti di An e Lega nord, «in quanto queste formazioni politiche sono da tempo schierate chiaramente a favore della caccia . La loro presenza è superflua». Comunque, l’unica presenze alla manifestazione è stata quella del deputato dei Verdi Luana Zanella. «Il Parco del Delta – spiegava l'onorevole Zanella - protegge solo 80 chilometri quadri su un totale di circa 600, lasciando il resto alle doppiette. Dai dati ufficiali ricavati dai tesserini di caccia , risultano abbattuti circa 40mila uccelli l'anno. In realtà le associazioni contro la caccia stimano oltre 100mila abbattimenti l'anno». Anche perché «le aree di maggior interesse naturalistico, private o demaniali, sono rese accessibili dalle aziende faunistico venatorie solo a un pubblico di cacciatori», aggiungeva la Lega antivivisezione. «E queste assurdità - conclude Zanella - si accompagnano alla presenza di una centrale termoelettrica».pila-samboilbae

Nel frattempo, Allenza Nazionale organizzava una convegno filo-venatorio a Rovigo, che non passava inosservato, come sottolineava il 28 gennaio ancora il Gazzettino Rovigo. «Una manifestazione elettorale di partito pagata con denaro pubblico». Stroncatura più secca non poteva arrivare per il convegno sulle politiche venatorie venete svoltosi all'Hotel Europa di Rovigo giovedì 26 e organizzato dall'assessorato regionale di Elena Donazzan con ospite l'europarlamentare di An, Sergio Berlato. A lanciarla è stato l'assessore provinciale di Rovigo alle Risorse faunistiche, Gino Sandro Spinello, che, tra l’altro, al convegno era tra i relatori. Il referente di palazzo Celio per le attività venatorie non è stato tenero con l'impostazione aggressiva nella quale l'eurodeputato ha calato la sua requisitoria contro detrattori e oppositori alla caccia: «Avrei dovuto fidarmi di quanto mi assicuravano tanti cacciatori polesani - ha spiegato Spinello - Non volevo credere si trattasse solo di una parata elettorale. E invece alla fine si è persa un'altra buona occasione per discutere veramente con spirito di apertura fuori dal contingente delle politiche venatorie».

Nella stessa data il Gazzettino Rovigo riportava alcune dichiarazioni del Sindaco di Porto Tolle, Silvano Finotti: «Ci possono anche essere fenomeni che certamente non sono di esempio, ma affermare che nel Delta il bracconaggio la fa da padrone, credo sia offensivo per tutti i suoi abitanti». Finotti, come primo cittadino, si è sentito chiamato in causa dall'affermazione del consigliere regionale dei Verdi Gianfranco Bettin, in merito alla manifestazione contro la caccia.«Nessuno esclude che tali fenomeni ancora oggi ci siano - precisa Silvano Finotti, tra una telefonata e l'altra con le autorità preposte per capire come si svolgerà questa manifestazione -, ma confonderli totalmente con la caccia credo sia strumentale e fazioso». Il sindaco ha dato una sua interpretazione della differenza fra bracconaggio e attività venatoria. «Un conto è parlare di bracconaggio che giustamente va isolato, perseguito e punito, e a tal fine credo che l'attività svolta dalla vigilanza provinciale sia da elogiare - riprende Finotti -. Altra cosa è parlare di attività venatoria che interessa migliaia di persone in tutta Italia, e che è regolamentata da leggi sia nazionali che regionali. Infine, in riferimento alle parole espresse dal deputato verde Luana Zanella che ha messo in relazione la polemica sulla caccia con la centrale termoelettrica, ritengo inopportuno confondere la caccia con la presenza di una centrale sul territorio: le due cose sono decisamente diverse e dobbiamo pensare che la loro confusione sia creata ad arte». 

Intanto, alla vigilia della manifestazione, continuavano le dichiarazioni delle associazioni aderenti. La Lipu focalizzava il discorso su aspetti tecnici e legali che interessano l'area del Delta. «Nonostante vi sia già una tutela dell'Unione Europea con Rete Natura 2000, e che l'area faccia parte interamente di un'Iba, ossia un'area importante per gli uccelli, e che sia in parte tutelato da un parco regionale - dichiarava Marco Gustin, responsabile Specie e ricerca della Lipu -, è oggi urgente intensificare la vigilanza e dare una maggiore protezione legale al territorio del Delta». La Lega italiana protezione uccelli punta poi il dito sulla caccia che si svolge all'interno delle aziende private: «La caccia nel Delta del Po si svolge in una ventina di aziende faunistico-venatorie, e in oltre 300 siti autorizzati rappresentati dalle "botti" (strutture in cemento armato mimetizzate dalle canne) e nei "palchetti", grandi strutture in grado di ospitare le barche dei caccia tori - proseguono alla Lipu -. Il bracconaggio è un fenomeno ancora molto diffuso, con l'uso di impianti acustici illegali per il richiamo di anatre, l'utilizzo di fucili senza limiti di colpi, l'abbattimento di uccelli appartenenti a specie protette che si estende a numerose specie di rapaci, aironi e limicoli».

Il Gazzettino Rovigo, la mattina della manifestazione, riportava la notizia di un consiglio comunale anomalo tenutosi il 27 gennaio a Porto Tolle, comune dove è ricompresa la località di Pila. Degli otto argomenti da trattare, cinque erano stati rinviati a data da destinarsi, poiché l'attenzione era tutta rivolta alla manifestazione anticaccia  programmata a Pila. Il tema era emerso in seguito alle comunicazioni del sindaco già anticipate sul Gazzettino, con l'intero Consiglio che aveva fatto propria la preoccupazione espressa da Finotti in merito all'iniziativa contro la caccia. La stessa minoranza, con il consigliere Alberto Bergantin, aveva chiesto la messa all'ordine del giorno dell'argomento, definendo le affermazioni fatte dalle associazioni animaliste come "gratuite e qualunquiste". Tutto il consiglio comunale alla fine si era detto d'accordo sul fatto che la scelta di Pila come luogo di svolgimento del corteo fosse "chiaramente provocatoria", e per questo il sindaco si era messo in contatto con Prefettura e Questura per fare in modo che ”non nascessero tensioni e possibili incidenti che potessero mettere a repentaglio l'incolumità dei cittadini”. 

Infine, oggi il Gazzettino Rovigo così ha titolato: “Porto Tolle, quasi cinquecento persone alla manifestazione ambientalista organizzata a Pila” “ Corteo anticaccia senza incidenti, all'alba il Wwf ha dimostrato l'uso dei richiami acustici proibiti”. Di seguito riportiamo il testo dell'articolo.

pila-lipu-webLe ansie e le preoccupazioni sorte alla vigilia della manifestazione nazionale anticaccia sono passate. I quasi cinquecento partecipanti al corteo di ieri a Pila, tra i quali il deputato dei Verdi Luana Zanella, hanno percorso il paese e la sommità arginale pacificamente, attorno alle 11 del mattino. Già all'alba, però, accompagnati dal Wwf di Rovigo, si era potuta raggiungere Boccasette, nella laguna di Barbamarco, «perché ci si rendesse conto - affermavano gli ambientalisti - degli illeciti richiami acustici che nel Delta, da Caleri alla Bottonera, avvengono in tutti i giorni in cui si pratica la caccia». Arrivati sul posto è ancora buio pesto e l'unico suono è quello di un mare abbastanza eccitato e impetuoso. Per venti minuti, nulla. Improvvisamente, un assordante canto di uccelli inizia. Troppo perfetto, chiaro, ripetitivo ed esteso per confonderli con veri canti di uccelli. D'un tratto la laguna di Barbamarco echeggia di artificiali canti di germani, alzavole e fischioni. «Dal dicembre 2004, su diciotto monitoraggi - spiega Eddi Boschetti - abbiamo avuto il cento per cento di riscontro». Quello che chiede il Wwf, per risolvere il problema, è «che anche le lagune diventino, almeno in parte, zona parco». A Pila la prima persona che si incontra è il presidente di Federcaccia Lorenzo Carnicina. «Vogliamo evitare polemiche», sottolinea con tono pacato mentre beve un caffé al bar. E sui richiami acustici replica che «chi commette infrazioni è giusto che paghi secondo quanto stabilito dalla legge. Dire che i cacciatori sono bracconieri, però, significa solo strumentalizzare». Facendo eco al sindaco Finotti. Intanto il corteo inizia a muoversi, per ribadire il no alla caccia camminando tranquillamente sugli argini e fra le strade di Pila, con davanti il camino della centrale termoelettrica.

Trovate una galleria di foto della manifestazione qui, ed una pagina sulla manifestazione è presente anche sul blog Lavocetta di Maria Luisa.

venerdì, 27 gennaio 2006

Domenica 29: le previsioni del tempo nel Nord Italia e nel Delta

All'insegna della variabilità le previsioni per Domenica mattina 29 Gennaio 2006. Le temperature dovrebbero aumentare e la neve dovrebbe lasciare quindi il campo alla pioggia. Di seguito potrete controllare le previsioni aggiornate di tre ore in tre ore per varie città del Nord e per il Delta del Po (località di Adria, Porto Viro. Taglio di Po e Porto Tolle, quest'ultima la più vicina a Pila, sede della Manifestazione Nazionale Anticaccia); per domenica sono previste nel Delta piogge deboli, che potrebbero anche essere assenti nella tarda mattinata, mentre le temperature sono in aumento di parecchi gradi rispetto ai -8 dei giorni scorsi. Ecco le previsioni, potete cliccare su ogni nome di città per scoprire il relativo meteo: Milano, Bergamo, Brescia, Verona, Padova, Venezia, Rovigo, Parma, Bologna, Ferrara, Ravenna, Adria, Porto Viro, Taglio di Po, Porto Tolle

postato da: birdingitalynet alle ore 09:05 | link | commenti
categorie: news, caccia, delta del po, porto tolle, polesine, pila
giovedì, 26 gennaio 2006

samboilbae

La Lipu: "Fermare la strage al Delta Po"

Dopo l’appello del 18 gennaio con il quale chiedeva alla Regione Veneto di fermare la caccia nel Delta del Po a causa del ghiaccio, la LIPU torna a chiedere provvedimenti per arrestare la strage di uccelli migratori che ogni anno svernano, provenienti dal Nord Europa, nella più preziosa area umida italiana. E lo fa partecipando alla manifestazione indetta per domenica 29 gennaio a Pila, in provincia di Rovigo, dalla Lega Abolizione Caccia (LAC) e alla quale parteciperanno numerose associazioni ambientaliste e animaliste. I numeri degli abbattimenti di uccelli nel Delta del più grande fiume italiano sono da brivido: si stima che  100.000 esemplari (40.000 gli abbattimenti ufficiali rilevati) vengono uccisi ogni anno dagli oltre 1.500 cacciatori, tra cui varie specie di anatre che secondo i recenti dati diffusi dalla LIPU e BirdLife International, la più estesa rete mondiale in difesa degli uccelli e della natura, sono in costante calo in Europa, come Moretta, Mestolone e Moriglione.                                                         Neanche il freddo intenso delle ultime settimane, che ha spostato molti uccelli verso il Delta del Po veneto, attratti dalla presenza di acqua salmastra priva di ghiaccio, ha fermato la mattanza di uccelli selvatici, lasciati in esclusiva gestione al mondo venatorio e privi di quella salvaguardia che un tale patrimonio internazionale avrebbe meritato di ottenere dalla Regione Veneto. <<Nonostante vi sia già una tutela dell’Unione Europea con Rete Natura 2000, che l’area faccia parte interamente di un’IBA, ossia un’area importante per gli uccelli, e che sia in parte tutelato da un parco regionale – dichiara Marco Gustin, Responsabile Specie e Ricerca della LIPU – è oggi urgente intensificare la vigilanza e dare maggiore protezione legale all’area>>. La caccia nel Delta del Po si svolge in una ventina di aziende faunistico venatorie, e in oltre 300 siti autorizzati rappresentati dalle “botti” (strutture in cemento armato mimetizzati dalle canne) e nei “palchetti”, grandi strutture in grado di ospitare le barche dei cacciatori. Il bracconaggio è un fenomeno ancora molto diffuso, con l’uso di impianti acustici illegali per il richiamo di anatre, l’utilizzo di fucili senza limiti di colpi, l’abbattimento di uccelli appartenenti a specie protette, che si estende a numerose specie di rapaci, aironi e limicoli. 

PilaVolantino

Manifestazione anticaccia di Pila (Rovigo): il Wwf scrive ai politici e agli amministratori.

Questo è il testo della lettera:

Le associazioni CPV (coordinamento protezionistico Veneto), ENPA, LAC, LAV, ENPA, LIPU, UNA, WWF si sono unite per organizzare una manifestazione a carattere nazionale contro la caccia nel delta del Po. La zona è stata scelta come paradigmatica di una pessima gestione venatoria in un’area ad altissimo valore ambientale-faunistico, protetta anche dalla Comunità Europea, dove il bracconaggio la fa da padrone. La zona del delta del Po ospita moltissime specie di uccelli migratori e stanziali, che diventano ambite prede dei cacciatori. La caccia nel delta è caratterizzata da una situazione di scarsi e difficili controlli che viene ampiamente sfruttata, anche in senso economico, dai bracconieri locali che commettono una vasta gamma di illeciti (registratori, fucili a più di tre colpi, abbattimento di specie protette …). I numerosi bracconieri hanno buon gioco sia per la vastità del territorio sia per la natura assai complessa dell’ambiente sia per la presenza di vedette locali che avvisano i bracconieri dell’arrivo della vigilanza sia, infine, per la ridotta presenza di controllori. La manifestazione, che avrà solo carattere simbolico e pacifico, si terrà domenica prossima a Pila e terminerà con un piccolo buffet vegetariano. La manifestazione è aperta a tutti (per informazioni contattare il WWF sez. di Rovigo 0425-28159 o la LAV di Rovigo).Per discutere dei problemi legati alla caccia nel delta del Po e per ascoltare le proposte dei proponenti, fra cui l’ipotesi dell’abolizione del quorum nei referendum abrogativi, le associazioni organizzatrici chiedono alle forze politiche, ai singoli parlamentari impegnati nella prossima campagna elettorale, al presidente dell’Amministrazione Provinciale, all’Assessore Provinciale alla caccia e Pesca, agli assessori e consiglieri regionali del Veneto ed al Commissario dell’Ente Parco, di partecipare alla manifestazione. Per ora ha dato l'adesione la parlamentare verde Luana Zanella (secondo quanto riportato dal Gazzettino di Rovigo in data 22 gennaio 2006).

L’invito non è stato (volutamente) esteso ai rappresentati locali e regionali di Alleanza Nazionale e Lega Nord in quanto queste formazioni politiche sono da tempo chiaramente schierate a favore della caccia e sono promotrici, tanto a livello nazionale quanto a livello locale, di provvedimenti e proposte di legge deleterie che, qualora approvate, ci riporterebbero indietro di 30 anni e più. La loro presenza è stata pertanto giudicata dagli organizzatori del tutto superflua.

Pila2Volantino

Domenica 29 gennaio 2006 le Associazioni protezionistiche organizzano una manifestazione nazionale contro la caccia a Pila in provincia di Rovigo sul Delta del Po per chiederne la protezione.

Il Delta del Po nonostante sia tutelato dalla Comunità Europea resta un terreno di mattanze di migliaia di uccelli.

Il Delta del Po, area di inestimabile valore ambientale soprattutto per l’ospitalità che da a centinaia di specie di uccelli migratori, in particolare a quelli svernanti dal nord Europa, attualmente sulla carta risulta doppiamente tutelato dalla Comunità Europea tramite la Direttiva "Habitat" e la direttiva "Uccelli" che lo considerano un Sito di Importanza Comunitaria (SIC) e una zona di Protezione Speciale (ZPS). Nonostante questo alto grado di protezione nella realtà il Delta del Po resta un’area di stragi e mattanze di migliaia di uccelli migratori, anatre e limicoli in particolare, perché il parco regionale istituito nel 1997 protegge solo 80 chilometri quadri su un totale di circa 600, lasciando carta bianca alle doppiette nella maggior parte della sua estensione. Il Parco inoltre viene sistematicamente boicottato e le sue tabelle spesso vengono fatte sparire. Nel Delta si cacciano anatre e limicoli nelle botti, strutture in cemento armato mimetizzate dalle canne, o nei palchetti, detti "coeie", molto più grandi dove trova riparo anche la barca, per un totale di 351 siti autorizzati. Esiste poi la caccia nelle Aziende Faunistico Venatorie (AFV), che corrispondono alle valli da pesca, circa una ventina. La vigilanza venatoria in quest’area risulta pressoché proibitiva: nelle Aziende Faunistico Venatorie per effettuare i controlli, essendo aree recintate, bisogna preannunciarsi al cancello di ingresso annullando l’efficacia del controllo, nel resto del delta gli spostamenti, molto difficoltosi, vanno fatti in barca ed inoltre vi sono delle vedette con cellulari e ricetrasmittenti che comunicano la presenza delle Guardie. Il bracconaggio è diffusissimo e cronico, un gruppo di volontari lo scorso anno su 20 uscite ha sempre registrato atti di bracconaggio, che nella maggior parte dei casi riguardano l’uso di impianti acustici con l’emissione del richiamo delle anatre (Germani, Fischioni, Alzavole, Marzaiole, ecc.), l’utilizzo di fucili senza limiti di colpi contro il limite di tre previsto per legge, l’abbattimento di uccelli protetti. I cacciatori iscritti all’Ambito di Caccia (ATC) del delta sono circa 1547 (dati di qualche anno fa), più 160 ospiti, ai quali si aggiungono quelli facoltosi delle aziende faunistico venatorie; le botti all’apertura della caccia vengono occupate anche una settimana prima da amici, famigliari, parenti, che vi dormono all’interno per non perdere il posto; la percentuale di cacciatori fra la popolazione in alcuni comuni del delta è pari a circa il 4% della popolazione contro lo 0,8% della regione Veneto. Recentemente a Porto Viro sono stati rinvenuti in un’abitazione di un privato i corpi di 373 uccelli protetti da imbalsamare, alcuni appartenenti a specie rare e/o superprotette come: Aironi bianchi maggiori, Aironi rossi, Albanelle reali, Avocette, Beccacce di mare, Cavalieri d’Italia e Tarabusi. La Polizia Provinciale di Rovigo per la vigilanza del Delta dispone di sole sei uomini con un rapporto di circa 104 chilometri quadri a guardia e 285 cacciatori a guardia. La Provincia di Rovigo invece di incentivare le quattro guardie volontarie delle associazioni ambientalistiche, recentemente ha approvato un regolamento capestro che le ha costrette ad abbandonare dal giugno 2005 la loro preziosa e gratuita attività di vigilanza venatoria nell’area. Dai dati ufficiali ricavati dalla lettura dei tesserini di caccia risultano abbattuti circa 40.000 uccelli l’anno (25.000 circa nelle AFV e 15.000 circa nell’ATC), in realtà si possono stimare abbattimenti pari ad ameno 100.000 uccelli l’anno e oltre, solo per la provincia di Rovigo. Per tutti questi motivi la LAC Lega per l’Abolizione della Caccia invita tutti a partecipare a questa importante manifestazione per chiedere la tutela di tutto il Delta del Po così come previsto dalle Direttive Comunitarie e dalla legge sulla caccia, la L.157/92, che prevede il divieto di caccia nelle aree interessate dalle rotte di migrazione degli uccelli selvatici. Andrea Zanoni, presidente della LAC Lega Abolizione Caccia del Veneto, ha dichiarato: "Domenica manifesteremo soprattutto per ricordare che nel Delta si caccia in contrasto con quanto viene richiesto dalla Comunità Europea che tutela questa area considerandola un Sito di Importanza Comunitaria e una Zona di Protezione Speciale. Alla faccia della protezione speciale sul delta si consente una carneficina di 100.000 uccelli migratori ogni anno in barba alle direttive comunitarie e al buon senso che dovrebbe portare a tutelare a parco tutto il Delta del Po, tutela che chiediamo a gran voce ai parlamentari e agli amministratori locali." Catia Acquaviva, consigliere nazionale della LAC ha aggiunto: "Dalle Valli bresciane alle valli del delta del Po la LAC lotta contro lo sterminio del popolo migratore, valli accomunate dall’esagerato abbattimento di specie cacciabili e protette dove le regole dettate dai cacciatori arrivano sino alla politica e nelle aree dove i migratori svernano, li queste creature vengono attirate anche con mezzi illegali e abbattute a migliaia per il consueto massacro.

mercoledì, 11 gennaio 2006

Domenica 29 gennaio 2005: Manifestazione Anticaccia a Pila, nel Delta del Po, località che per la sua struggente bellezza ispirò la più bella poesia di Eugenio Montale

Prima della seconda guerra mondiale, il vecchio faro di Pila, poi demolito, era più o meno dove adesso c’è Pila stessa: porticciolo, imbarcazioni, 400 abitanti e una banca, e questo ti fa capire come la pianura si sia allungata. In "Veneto Felice" Giovanni Comisso ha raccontato di quando vi si raccoglievano i canneti e sembrava d’esser giunti "in un’isola malese". Anche lui arrivò qui dove "il Po non aveva più corrente e le onde che si scioglievano sulla spiaggia rigurgitavano su di esso". In precedenza, Eugenio Montale ne "Il Corriere della Sera" del 6 ottobre del 1954, riportò una felice recensione nei confronti del «giovane rovigotto» Gian Antonio Cibotto e le sue "Cronache dell’alluvione", libro uscito appunto nel 1954 e dedicato alla grande alluvione che colpì il Polesine nel 1951. Dice Cibotto: «Montale, incuriosito dai miei racconti riportati nel libro, mi fece sapere che avrebbe voluto visitare i luoghi dove si erano sviluppati, il delta dove avevo già "portato" Pavese, Vittorini, Levi e molti altri ancora... Appena ci incontrammo sulla piazza di Contarina, mi chiesi come avrei fatto a portare a termine l’"impresa"... Eh sì, un’impresa: sua moglie, che l’accompagnava, era mezza cieca, con quelle lenti spesse come il fondo di un bicchiere e Montale claudicava come una mucca a tre zampe. Ci avviammo verso Scano Boa, l’isola in cui registrai una storia di ordinaria "fatalità"». Montale, nel nostro girovagare tra i canali sepolti dalle canne, stupito dal mistero di quei luoghi, fece riferimento all’ineluttabilità del destino. Ma quando ormeggiammo a Pila, dove intendevo condurlo al mercato del pesce, fu affascinato dalla visione del grande faro per i naviganti, dove il Po si tuffa in mare: il nuovo faro di Punta Maestra che ha sostituito quello di Pila. Ci fu consentito di salire e una volta raggiunta la sommità della sorgente luminosa, Montale fu colpito da un’evidente emozione di fronte allo scenario del panorama che ci attorniava. A un tratto incominciò a cantare strofe di romanze che gli passavano per la mente, di un repertorio quasi infinito. Io e sua moglie, in silenzio, assistevamo incantati a quel concerto di una voce in cielo accompagnata dal vento del delta, che finiva nel mare. Rimanemmo quasi un’ora sulla cima del faro e, discendendo poi quella serie di scalini tortuosi, il Poeta mi riferì che in gioventù aspirava a diventare un cantante lirico, un baritono. "Poi" mi confidò, alquanto corrucciato, "il mio maestro di canto morì e io abbandonai sul nascere il mio sogno, per intraprendere un’altra strada". Intanto, sulla strada del ritorno ogni tanto venivamo avvolti dalla nebbia. Montale mi chiese cosa rappresentasse per me la nebbia. La nebbia è il "tabarro" che indossavano i nostri contadini in inverno. La nebbia ti copre e ti protegge, annulla tutto. Questa casa dove ora ci troviamo, è accanto a una strada trafficata, invasa dai rumori. Quando cala la nebbia, il "baccano" delle macchine non si sente più. E così si può sognare e pensare, custoditi in una sorta di eremo appartato, dove la fantasia ritrova la dimensione perduta».Accompagnandomi alla porta, tra quei meandri di libri accampati, Cibotto, «il Toni», saluta a mezza voce. «"...l’iride breve, gemella / di quella che incastonano i tuoi cigli / e fai brillare intatta in mezzo ai figli / dell’uomo, immersi nel tuo fango, puoi tu / non crederla sorella?...". E "L’anguilla", la poesia più bella di Montale. Se il Poeta non avesse letto le mie "Cronache dell’alluvione" che lo indussero a visitare il Delta del Po, probabilmente questa grande. poesia, "liberata" un pomeriggio sul faro di Pila, sarebbe rimasta nascosta dentro di lui, per sempre». Fatalità. A Pila di Porto Tolle (Rovigo) si svolgerà domenica 29 gennaio 2006 la manifestazione di fine stagione venatoria organizzata dalla Lega Abolizione Caccia in collaborazione con il coordinamento delle associazioni animaliste venete. Nel Delta del Po, principale area di passaggio e svernamento di moltitudini di specie di uccelli, la mattanza dovuta alla caccia e' sempre piu' evidente. Centinaia di migliaia vengono abbattuti dai cacciatori nascosti nei canneti in capanni ben mimetizzati. Questo tipo di caccia si svolge in una parco esistente sulla carta ma carente nelle strutture didattiche e nella tutela delle specie migratorie e svernanti, e soprattutto con poche aree interdette alla caccia. In particolare le aree di grande interesse naturalistico, private o demaniali, sono rese inaccessibili al pubblico dalle aziende faunistico-venatorie private , in cui inoltre grazie a regolamenti capestro provinciali e regionali, i controlli e le iniziative delle guardie venatorie sono in pratica impediti. E' evidente che in un ecosistema così fragile, unico per la presenza di animali appartenenti a specie protette, le condizioni di illegalità e di impossibilità di controllo finora descritte risultano in un equilibrio irreparabilmente compromesso. Per questo motivo si chiede che il Delta del Po possa tornare in futuro al suo scopo originario di zona di ricovero e protezione di migliaia di uccelli migratori, il che impone il totale divieto di caccia. Da Milano e' prevista l'organizzazione di un autobus, al costo di 15 euro, con partenza dal piazzale della stazione della metropolitana di Molino Dorino il 29 gennaio alle ore 6.45; il rientro e' previsto per le ore 20. Al termine del corteo verra' festeggiata la chiusura della stagione venatoria con vino e torte vegan.

Per informazioni, adesioni, contributi in cibo:
Lega Abolizione Caccia - Lombardia

Email: info@abolizionecaccia.it
Tel: 0247711806
Cell: 3388713534 (Prenotazione pullman e creazione dolci)
Sito Web:  http://www.abolizionecaccia.it


(Nella foto: Tabula rasa a Pila, Rovigo)

   

postato da: birdingitalynet alle ore 20:09 | link | commenti (1)
categorie: news, caccia, montale, delta del po, cibotto, polesine, pila


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