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lunedì, 04 settembre 2006

Sicilia, storie di ordinaria caccia: Occhione (specie protetta) ferito a morte

Sabato 2 settembre primo giorno di caccia, ed uno studente di Santa Elisabetta (Agrigento) trova un Occhione (Burhinus oedicnemus) giovane con un'ala rotta da una fucilata, molto sangue e almeno tre buchi da pallino. Medicato alla meglio, reidratato e consegnato al locale WWF per l'affidamento ad un centro di recupero, si dubita che possa sopravvivere. La partenza della stagione venatoria sta già producendo i suoi effetti funesti sulla fauna selvatica in Italia. E' allarme anche quello lanciato dalla LIPU e dai suoi 13 centri di recupero della fauna selvatica presenti sul territorio nazionale: dopo soli due giorni di preapertura, il 2 e 3 settembre scorsi, sono già quattro gli esemplari di uccelli protetti dalla legge ricoverati nei centri LIPU con ferite da arma da fuoco, di cui un esemplare raro di Biancone in cura a Roma, che rischia di non volare più, un Airone cenerino ricoverato a Palermo e due Gheppi soccorsi a Livorno e ora in riabilitazione presso il Centro Cruma della LIPU. "E’ l’ennesima conferma di come la preapertura della caccia sia sbagliata – spiega Marco Gustin, responsabile Specie della LIPU – Meglio sarebbe far partire la stagione venatoria per tutti la terza domenica di settembre, in modo da salvare in queste settimane migliaia di uccelli da morte sicura>>. La LIPU ricorda che durante la passata stagione venatoria furono 47 le specie di uccelli ricoverate nelle proprie strutture, di cui ben 36 appartenevano a specie protette. 113 furono i rapaci colpiti a fucilate, il cui tasso di mortalità fu altissimo (dal 50 al 100%). "Ciò dimostra come anche le preaperture della caccia – conclude Gustin – siano l’ennesimo pretesto per abbattere senza alcuna motivazione molte specie protette. Queste prime giornate di caccia sono solo un primo esempio di quello potrà succedere durante i prossimi quattro mesi di apertura ufficiale dell’attività venatoria. Senza tener conto che i dati in nostro possesso sono solo una parte minimale degli abbattimenti illegali effettuati ogni anno nel nostro Paese". A Roma sono calati i cacciatori a chiedere più caccia, noi andremo nel Delta del Po il 17 settembre per una grande manifestazione nazionale per dire: "Basta con questa caccia".

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